Marco Travaglio con il suo consueto stile poco urlato e molto tagliente stronca il pensiero di Gianrico Carofiglio, scrittore già senatore del Pd. Lo si evince dal silenzio che accompagna l'esponente del Partito Democratico dopo l'intervento de il direttore de Il Fatto Quotidiano che come un fiume in piena manifesta tutta la sua difesa nei confronti degli elettori del Movimento Cinque Stelle ed in parte del partito pentastellato, accusando l'interlocutore di essere troppo snob nell'analizzare misure come il redditto di cittadinanza.

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Pur non sentendo mai alzare i toni della discussione, sono stati gli spettatori di Otto e mezzo. in onda su La 7, ad assistere ad uno scambio di battute scintillante in diretta televisiva.

L'intervento di Travaglio

Ad aprire le danze nella discussione è Carofiglio. Il suo intervento sul reddito di cittadinanza non convince il direttore de Il Fatto Quotidiano che sceglie di intervenire a gamba tesa.

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"Le caricature - evidenzia Travaglio sono quelle che fai tu quando dici reddito di cittadinanza da 5000 euro senza nemmeno cercarsi un lavoro. Sai benissimo che il reddito di cittadinanza lo prende solo chi cerca un lavoro, chi sta sul divano non lo può ottenere". A quel punto viene fuori la difesa per chi ha votato i pentastellati: "Li consideri dei cavernicoli, dei selvaggi, con un atteggiamento molto classista e molto snob che spiega gran parte degli esiti delle elezioni che vanno sempre all'incontrario di come lo snob auspicano".

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M5S

Travaglio loda e tira le orecchie al M5S

"I Cinque Stelle - evidenzia Travaglio con una buona dose di ironia - sono dati ancora attorno al 25%, comunque davanti ai partiti dei fenomeni che hanno governato così bene per 25 anni e sono stati inspiegabilmente dagli elettori, vuol dire che ancora qualche appeal ce l'hanno ancora davanti agli elettori". A quel punto il direttore de Il Fatto Quotidiano usa il bastone e la carota nel commentare quella che è stata la strategia politica messa in atto dal Movimento Cinque Stelle: "Il fatto che siano riusciti a rosicchiare sette miliardi nella manovra finanziaria per una cosa che avrebbe dovuto fare una sinistra decente è una delle ragioni per le quali qualcuno continuerà a votarli.

Gli elettori non sono tutti stupidi. Non votano M5S perché mettono Lino Banfi nel comitato dell'Unesco. Loro non sono solo quelli che hanno detto di no al Tap e lo hanno firmato". Parole che, come al solito, restano molto critiche nei confronti di forze politiche come il Pd e Forza Italia.

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