Nella puntata di questo mercoledì 17 aprile di "Otto e Mezzo" su La7 fra gli ospiti di Lilli Gruber vi è stato il noto professore di storia dell'arte Tomaso Montanari, che nel 2017 era stato fra i promotori del "percorso del Brancaccio" che puntava a costruire una nuova sinistra civica, pur senza successo. Vediamo le parti salienti di quello che ha detto.

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Montanari contro il PD di Zingaretti: 'Non vedo nulla di sinistra'

Il professor Montanari ha esordito dicendo: "C'è un sistema di potere consolidato e cementificato da molti anni, in Umbria come in Toscana, in cui il Pd è percepito come un partito organico al sistema e che spartisce il potere: questo è un dato di fatto, altrimenti non si spiegherebbero i dati elettorali delle ultime tornate. E' vero che il sistema è corrotto, e i partiti potrebbero fare la differenza se volessero.

Tomaso Montanari attacca il Governo ma anche il PD
Tomaso Montanari attacca il Governo ma anche il PD

Zingaretti scaricando la Marini in Umbria ha fatto bene, ma è come tappare la faglia in una diga con un dito".

Poi Montanari ha proseguito: "Nel nuovo PD di Zingaretti non vedo una particolare discontinuità, il primo atto è stato andare ai cantieri della TAV. Poteva invece fare una vera proposta forte alternativa al M5S sul reddito di cittadinanza, attaccandolo da sinistra e non da destra come ha fatto. Poteva dirci cosa pensa dell'autonomia differenziata delle regioni.

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Invece c'è una sostanziale continuità col PD precedente. E d'altronde quel che Zingaretti ha fatto come presidente della Regione Lazio su casa e sanità non lascia ben sperare. Se gli alberi si giudicano dai frutti, non mi aspetto da quell'albero dei frutti di sinistra. La stessa corsa delle Primarie non ha fatto emergere un'idea di Italia e di società. Zingaretti è diverso da Renzi solo perché ha un po' di garbo, di educazione e di umanità in più, ma non mi pare abbastanza: non vedo nulla di nuovo e nulla di sinistra".

Montanari: 'Se il PD continua a fare la politica della destra, questa vincerà sempre'

Ma gli attacchi di Montanari al Partito Democratico sono proseguiti: ""Il manifesto di Calenda, che il PD ha fatto sui mettendolo nel simbolo, menziona quattro volte la parola "sicurezza" ma mai la parola "giustizia". Ma la vera sicurezza deve essere per tutti, non solo per i benestanti, ed essere fondata sulla giustizia. Il consenso di oggi ai nuovi fascismi e alle politiche securitarie è frutto della diseguaglianza sociale e dello smantellamento di scuola e cultura, a cui anche il PD ha contribuito.

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Serve giustizia sociale e cultura: questa è la vera sicurezza e non la repressione con i manganelli. Se il PD continua a fare la Politica della destra vincerà sempre la destra".

Ma l'attacco più duro, sia alle forze di Governo che al Partito Democratico, Montanari lo ha fatto alla fine, quando ha affermato: "Quello che è sconcertante è che su moltissime cose, dal codice sul salvataggio in mare fino alla legittima difesa, le cose oscene che sta facendo Salvini, con la complicità di 5 Stelle, sono fatte continuando delle scelte che ha iniziato il PD.

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Il codice contro il salvataggio dei migranti in mare lo ha iniziato Minniti, il "grave turbamento" sulla legittima difesa è un'espressione del PD. E' la realtà dei fatti che lo dice".

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