Le diatribe tra Lega e Movimento 5 Stelle, gli attuali partiti che sono al governo, vengono viste dai partiti di opposizione come un potenziale segnale di crisi nella maggioranza. L’attuale governo si regge in piedi su un accordo tra due partiti che alle elezioni del 4 marzo 2018 erano scese in campo in contrapposizione. Su molti dei provvedimenti che l’esecutivo attua o che ha intenzione di attuare, i punti di vista contrastanti tra Di Maio e Salvini appaiono evidenti, con i due leader che spesso non se le mandano a dire.

Ecco perché ipotizzare elezioni anticipate, soprattutto per chi è contrario all’attuale maggioranza non sembra esercizio azzardato. Il Pd per esempio, che da poco ha eletto Zingaretti a suo segretario, prepara già la prossima campagna elettorale. Dopo aver passato le prime settimane da nuovo segretario a contestare l’operato del governo, come riportano quasi tutti gli organi di stampa, adesso si passa al contrattacco, cioè ad elencare le proposte che il Partito Democratico avrebbe intenzione di mettere in pratica una volta tornato al governo.

Proposte che riguardano i temi più cari agli italiani, gli stessi che spesso toccano Movimento 5 Stelle e Lega, cioè taglio delle tasse, Lavoro e aiuti per i disagiati. Tre sono i punti forti di quello che è stato ribattezzato dal PD “Piano Italia”.

Per 20 milioni di italiani 1.500 euro in più di stipendio

Se il Movimento 5 Stelle, in materia lavoro e stipendio per i lavoratori, ha assunto a cavallo di battaglia il salario minimo da 9 euro all’ora, il PD rilancia con un progetto diverso ma altrettanto forte.

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Uno stipendio in più pari a 1.500 euro netti all’anno, questa la soluzione ai salari bassi del Partito democratico. Una misura che coinvolgerebbe milioni di italiani e che sarebbe attuata abbassando l’attuale tassazione sul lavoro. Il calo del potere di acquisto del salario dei lavoratori dipendenti quindi è una delle problematiche che il PD metterebbe in cima al futuro programma di governo, almeno stando alle parole del suo nuovo leader Zingaretti.

Riduzione sostanziale delle tasse ma anche posti di lavoro

Oltre a tagliare le tasse sul lavoro per i redditi del ceto medio basso, l’idea del Partito di Zingaretti è poi il rilancio occupazionale. Anche in questo caso il problema lavoro e disoccupazione è uno di quelli caldi che sta a cuore a milioni di italiani alle prese con carenza di occupazione. Il PD pensa a un piano di investimenti di proporzioni enormi, cioè da 50 miliardi di euro.

Una operazione che creerebbe 800mila posti di lavoro nuovi. In materia crisi economica e povertà, problema che l’attuale maggioranza ha voluto tamponare con il reddito di cittadinanza, il Partito Democratico pensa a nuove misure a sostegno di famiglia e disagiati che dovrebbero riguardare quelli al di sotto di 25mila euro annui di reddito. Si andrebbe a concedere a questi soggetti o famiglie in difficoltà un aiuto che va dalle rette scolastiche agli asili nido e fino ai libri scolastici gratuiti.

In questo caso si conta di aiutare circa 7 milioni di famiglie.

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