Matteo Salvini del suo decreto Sicurezza va orgoglioso, al punto che il suo obiettivo è farne uno "bis". In molti, però, lo hanno criticato, persino l'Onu si è scomodata per valutarne l'eventuale violazione dei diritti umani. L'ultimo attacco arriva direttamente da un importante medico, il dottor Lanari, direttore del reparto di Pediatria d'urgenza del policlinico Sant'Orsola di Bologna, ma il Ministro non indietreggia e risponde a tono.

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Parla il dottor Marcello Lanari

Secondo quanto riporta Rai News, il dottor Marcello Lanari ha tirato in ballo il decreto di Salvini nell'ambito di un'intervista rilasciata all'agenzia Dire. In un ampio discorso relativo al preoccupante ritorno di malattie che sembravano essere state superate, Lanari ha voluto mettere in evidenza come questo non dipenda dall'ingresso dei migranti sul territorio italiano, ma da problemi strettamente legati alla condizione economica di alcuni soggetti.

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L'allarme sarebbe, perciò, relativo all'aumento della povertà. In merito ai migranti Lanari ha rivelato come il Dl sicurezza abbia avuto effetti minori nella gestione sanitaria dei minorenni immigrati e come l'ospedale bolognese si sia sempre e comunque impegnato a gestire anche i minorenni stranieri.

Salvini spiega la situazione

Matteo Salvini, rispondendo a quanto evidenziato da Marcello Lanari, ha avuto modo di sciorinare una serie di dati per sconfessare la tesi secondo cui il suo decreto metta in difficoltà la gestione sanitaria dei migranti minorenni: "A tutti - ha osservato - è garantito il diritto alle cure, ma gli immigrati purtroppo hanno il record di Tbc e scabbia".

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Matteo Salvini Salute

Il Ministro ha inteso mettere in risalto il fatto che nessuna legge mette o mai metterà in discussione i diritti sanitari di un individuo, tanto meno dei minorenni. A quel punto il leader del Viminale ha ricordato come l'Africa viva in condizioni igienico-sanitarie precarie e che, pertanto, potrebbe non essere un caso il fatto che nel 2017 su 3900 casi di tubercolosi oltre il 60% ha avuto concretezza tra la popolazione straniera.

A ciò ha aggiunto come un rapporto del Ministero della Salute del 2008 evidenziasse che nella popolazione immigrata esista un rischio 10-15 volte superiore di andare incontro a Tbc rispetto agli italiani. Salvini ha inoltre augurato buon lavoro ai medici, sottolineando che però al di là dei dati il resto è pura politica. L'idea del Ministro è che diminuire gli ingressi equivale ad evitare l'arrivo sul territorio di persone destinate a vivere in povertà e dunque a maggiore rischio per le patologie descritte.

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