Il caso dell'audio che dimostrerebbe presunti finanziamenti di Mosca alla Lega (smentiti però dal partito di Salvini) sta precipitando sullo scenario politico e potrebbe rivelarsi come il primo scontro che Salvini non può piegare a proprio favore. Da parte del M5S e del Premier Conte non sono arrivati commenti o risposte alle domande fatte dai giornalisti. Tramite social, però, soprattutto Di Maio ha rivendicato con orgoglio l'estraneità del Movimento 5 Stelle a simili fatti.

I presunti finanziamenti russi alla Lega di Salvini

Il Presidente russo Vladimir Putin non aveva fatto grande mistero di legami politici tra il suo paese e la Lega di Matteo Salvini.

Il sito americano BuzzFeed ha però adesso pubblicato un audio che rischia di complicare molto la situazione. In esso, infatti, si sentono degli emissari dello stesso Salvini negoziare con alcuni uomini d'affari russi per un presunto e gigantesco finanziamento alla Lega. Il Carroccio e Salvini nel frattempo hanno smentito tutto, minacciando querele.

Alla relazione annuale dell'Inps i giornalisti hanno tentato di strappare un commento sulla vicenda anche agli alleati di Governo. Il Vicepremier Luigi Di Maio però si è allontanato senza rispondere, così come lo stesso Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Il sottosegretario Vincenzo Spadafora, che già ha altre polemiche avviate con lo stesso Salvini, si è invece limitato a commentare che la Lega deve chiarire quel che che va chiarito.

Di Maio e M5S commentano sui social gli eventi

Lo stesso Di Maio ha però poi pubblicato su Facebook un post in cui affronta l'argomento. In esso, però, più che chiedere ragioni alla Lega di quanto sta avvenendo, si limita a rivendicare orgogliosamente l'estraneità del M5S a simili fatti: "Mai un contatto con finanziatori occulti o petrolieri o altre nazioni per giochi geopolitici sotterranei".

Anche la pagina ufficiale del M5S pubblica quindi un post in cui mantiene più o meno gli stessi toni. In esso dice che da una parte si minacciano possibili querele, e dall'altra si chiedono prese di posizioni forti. La posizione del partito di Di Maio però è netta: "al Movimento 5 Stelle non gliene frega nulla dei petrolieri e men che meno degli speculatori".

Si cerca insomma di estraniarsi dalla questione, senza però attaccare direttamente l'alleato di governo. L'unico punto in cui viene lanciata una piccola frecciata è quando, più avanti nello stesso post, viene detto che chi si candida in Italia, deve fare l'interesse di questo paese e non di altri. Si conclude quindi dichiarando che il M5S spiega sempre le proprie posizioni, e si augura quindi che anche gli altri facciano lo stesso. "Si chiama trasparenza ed è il minimo sindacale".