Prosegue l’inchiesta sul cosiddetto Russiagate all’italiana, o Moscopoli, come l’hanno ribattezzata alcuni mass media. L’ultima novità è la scoperta del nome del terzo uomo italiano presente all’incontro dell’Hotel Metropol di Mosca (oltre a Gianluca Savoini e Gianluca Meranda): si tratta di Francesco Vannucci, un faccendiere ed ex politico legato prima alla Margherita di Francesco Rutelli e poi al Pd. Ma i pm di Milano per il momento decidono che non è ancora il caso di ascoltare direttamente Matteo Salvini.

Da parte sua, la Russia di Vladimir Putin, tramite il suo portavoce Dmitri Peskov, nega decisamente di aver elargito fondi alla Lega. Insomma, una situazione ingarbugliata di cui non sono noti gli sviluppi, ma sulla quale nutre pochi dubbi l’economista Giulio Sapelli. Intervistato da Il Sussidiario, Sapelli si dice convinto che sia in atto un “piano internazionale” sotto la regia francese, finalizzato a far fare al leader del Carroccio la stessa fine di Bettino Craxi, rovinato da Tangentopoli e dall’inchiesta Mani pulite.

L’intervista di Giulio Sapelli: ‘’Francesi in prima fila contro Matteo Salvini’

Secondo Giulio Sapelli l’inchiesta sul Russiagate andrebbe sicuramente “collegata” con quanto accaduto in Austria pochi mesi fa, dove il leader dell’estrema destra è stato incastrato da un video in cui lo si sente accettare una fasulla offerta di finanziamenti in nero, sempre da parte russa. Un “giochetto”, fa notare Sapelli, utile a “liquidare” l’alleanza tra centristi e destra austriaca, vista come fumo negli occhi in Europa.

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Matteo Salvini

Ma ci sarebbe di più, perché il professore collega la decisione di assegnare alla capitana della Sea Watch, Carola Rackete, la massima onorificenza della città di Parigi proprio poche ore prima che esplodesse il caso Russiagate. Insomma, a detta di Sapelli ci sarebbe “un concerto internazionale per far fare a Matteo Salvini la fine di Craxi”, con i francesi di Macron “in prima fila”.

‘Salvini dovrebbe riferire in Parlamento sul Russiagate’

Guardando dentro ai confini nazionali, Giulio Sapelli punta il dito contro una tv, La7 di Urbano Cairo, il quale starebbe preparando il terreno per una sua discesa in campo politica.

Ecco perché i suoi programmi attaccano costantemente Matteo Salvini. Sapelli, poi, esclude che dietro alle registrazioni del Metropol ci siano gli americani, ma sospetta che sia il “tipico gioco della disinformacija russa”. Se all’epoca di Tangentopoli “si trattò di un grande disegno internazionale” progettato a Londra, ora invece lo Stato italiano risulta disgregato, magistratura compresa, e questo comporta una “lotta senza esclusione di colpi” anche all’interno delle diverse logge massoniche. Sullo sfondo c’è anche la possibile implosione dell’Ue.

Comunque sia, Sapelli è convinto che Salvini debba recarsi in Parlamento per “riferire sulla vicenda” Russiagate.

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