Un giro su una moto d'acqua nel mare di Milano Marittima, e lo scontro politico è servito. Protagonista involontario degli attacchi al vetriolo sul capo del Viminale, il figlio 16enne di Matteo Salvini. È bastato il solito selfie con i poliziotti in divisa da spiaggia, muniti di moto d'acqua a scatenare in Salvini jr la voglia di un giro su quei mezzi che servono a sfrecciare oltre il bagnasciuga.

E il papà, che è solito indossare felpe e maglie della polizia, chiede la cortesia ai due agenti di accompagnare il ragazzo in un giro sulla moto d'acqua.

Salvini jr in acquascooter, le riprese 'vietate'

La scena è stata ripresa, non senza difficoltà, da un cronista di Repubblica. Non senza difficoltà perché tra lui e lo scambio di convenevoli e il montare in sella all'acquascooter si sono frapposti due agenti della scorta del ministro dell'Interno.

Benché in costume da bagno, hanno più volte intimato al cronista di allontanarsi e di non riprendere la scena, che pure si parava di fronte agli occhi di decine e decine di bagnanti. "Motivi di privacy" hanno spiegato gli agenti della scorta. Senza però ottenere risultati. Il video integrale del giro sulla giostra e le relative reprimende degli agenti di scorta è diventato presto virale.

Dal quotidiano on line, ai social, rimbalzando su tutti i mezzi di informazione e naturalmente anche su smartphone e tablet di colleghi e avversari politici.

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Politica Matteo Salvini

Le reazioni sono state altrettanto immediate, sia nel mondo dei social, sia nel panorama politico. Ma non sono mancate neppure le reazioni da parte della questura di Ravenna, dalla quale dipendono i due agenti così premurosi nei confronti del figlio del ministro.

Salvini jr e l'uso improprio dei mezzi della polizia, scatta l'indagine

E' scattata l'indagine interna per valutare se non siano stati compiuti usi impropri dei mezzi della polizia.

Anche l'inchiesta penale, per l'ipotesi di reato di peculato, potrebbe essere il prossimo risvolto della vicenda. In serata, ieri, è intervenuto lo stesso ministro dell'Interno. Matteo Salvini ha classificato come "errore di papà" l'aver chiesto ai due agenti di scorrazzare il figlio con la moto d'acqua azzurra. "Che non ci siano conseguenze per i due agenti", ha chiesto anche, assumendosi in toto la responsabilità dell'accaduto.

Ma tanto non è bastato a chiudere la polemica, che anzi si è rinfocolata. Se da un lato i sostenitori del vicepremier leghista insorgono via social per un "linciaggio mediatico" spropositato, dall'altra c'è chi solleva questioni ben più profonde, che si agitano dietro il gesto del ministro.

Si tratta di Emanuele Fiano del Pd. Per il deputato Dem i mezzi della polizia devono essere usati per garantire la sicurezza "non per far divertire la famiglia del Salvini di turno".

E via Twitter rincara la dose sostenendo che simili richieste non possono mettere in difficoltà poliziotti per una certa deferenza nei confronti del loro ministro di riferimento.

Sempre via social c'è chi imputa ai ministri del M5S di non aver preso una posizione di ferma condanna sulla vicenda come accadde per l'uso dell'aereo di Stato da parte dell'ex premier Matteo Renzi. Del resto il ministro della Giustizia, il pentastellato Alfonso Bonafede, ritiene che "gli italiani non perderanno il sonno per sapere se il figlio di Salvini fa un giro con la moto d'acqua della polizia". Di diverso avviso il leader 5Stelle in Sicilia Giancarlo Cancelleri che, interpellato sulla vicenda non ha esitato a dire che questo uso personale dei mezzi di polizia lo ha "fatto inc..., ancora di più se lo fa chi è ministro dell'Interno".

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