Il governo sostenuto da Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle non è più una cosa scontata come poteva apparire fino ad un paio di giorni fa: la motivazione risiederebbe nel fatto che i grillini, attraverso una conferenza stampa del proprio leader Luigi Di Maio, avrebbero posto vendi condizioni imprescindibili ai dem che non sembrano desiderosi di cedere ad alcun ultimatum. L'ultimo sabato di agosto del 2019 può, però, passare alla storia come quello in cui i social e la Rete si sono scagliati contro il capo politico grillino.

E non si tratta di una semplice considerazione, tenuto conto che l'hashtag #DiMaiobasta è diventato trending topic su Twitter: ciò accade quando tante persone sono desiderose di sostenere un concetto e magari di dire la propria. In questo caso non arrivano parole tenere l'uscente Ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico.

Giravolta del M5S non gradita dal Pd

Come è noto la trattativa tra Movimento Cinque Stelle e Partito Democratico sembrava essere arrivata ad un punto di svolta positivo, coi dem che avevano ceduto all'eventualità che Giuseppe Conte, per volere grillino, potesse essere il nuovo premier, a patto che da quel momento in avanti sarebbe stata tracciata una netta linea di discontinuità con le politiche messe in atto da quello che è stato il governo gialloverde in cui Salvini aveva fatto la voce grossa.

L'ultimo passaggio pareva destinato ad essere quello della nomina dei ministri, ma nelle ultime curve che avrebbero dovuto metaforicamente condurre Conte al Quirinale con la lista dei suoi "uomini" dell'esecutivo qualcosa si è inceppato. Il segnale è stata per l'appunto una conferenza stampa in cui Luigi Di Maio ha voluto "mettere i puntini sulle i" rispetto alla necessità che, affinché si potesse formare un governo giallorosso, sarebbe stato necessario che gli eventuali alleati avallassero come condizioni imprescindibili le priorità grilline: dal taglio dei parlamentari alla revoca della concessione delle autostrade ad Atlantia, passando per la dismissione degli inceneritori.

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M5S Pd

"O si fa così o si vota" è stato, più o meno il concetto, espresso da Di Maio, suonato come un ultimatum che da parte dem è stato vista quasi come una giravolta impossibile da accettare.

Di Maio diventa il bersaglio di Twitter

Non è dato sapere quanto il presunto cambio d'opinione del M5S sia dipeso strettamente dalla volontà del capo politico grillino, quel che è certo è che, in poco tempo, è diventato il parafulmine della vicenda. L'hashtag #DiMaiobasta è diventato una raccolta di critiche feroci nei confronti del leader pentastellato: "Ostaggi di un quaquaraqua", "Lasciare la trattativa a Di Maio è da masoschisti", "Ma vi rendete conto nelle mani di chi avete messo l'Italia?" sono solo alcune delle frasi contenute in migliaia di cinguettii che suonano come critiche dure nei confronti del vicepremier uscente.

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