Nella giornata di oggi il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, incaricato di formare il nuovo governo dal Capo dello Stato, ha sciolto la riserva ed ha proposto a Sergio Mattarella la lista dei 21 ministri che andranno a costituire il governo giallo-rosso. Nella lista dieci dicasteri vengono affidati ai Cinque Stelle, nove al Partito Democratico, uno a Liberi e Uguali, con l'aggiunta di un tecnico.

I ministeri chiave del governo Conte Bis

È dunque definitiva la lista con i nomi dei ventuno ministri che domani mattina saliranno al Qurinale per giurare nelle mani del Presidente della Repubblica.

Il ministero dell'Economia sarà diretto dal democratico Roberto Gualtieri, primo politico a tornare nel dicastero di via XX settembre, dopo un periodo di ministri tecnici. Alla Difesa andrà Lorenzo Guerini del PD, alla Giustizia è stato invece confermato il nome di Alfonso Bonafede, che è stato, nel passato governo, l'autore della riforma del processo penale, duramente criticata dalla Lega.

Novità per quanto riguarda il Ministero del Lavoro e lo Sviluppo Economico, che verrà diviso in due dicasteri e che non vedrà più alla sua guida il capo politico dei Cinque Stelle Luigi Di Maio: Nunzia Catalfo, membro del M5s che ha scritto la legge sul reddito di cittadinanza, prenderà il suo posto come ministro del Lavoro, mentre Stefano Patuanelli, che finora è stato il capogruppo del M5s al Senato, tra i più attivi nel mediare con il PD per le trattative per il Conte Bis, siederà invece allo Sviluppo economico.

Luigi Di Maio sarà il nuovo Ministro degli Esteri. La nuova ministra dell'Interno sarà invece una tecnica, Luciana Lamorgese, ex prefetto di Milano, a lei spetta il cambio di marcia in tema di politiche migratorie, tanto atteso dopo l'uscita di scena del leader della Lega Matteo Salvini.

Gli altri ministeri

Alle Politiche agricole troviamo invece la renziana Teresa Bellanova: torna invece ai Beni culturali Dario Franceschini, che avrà competenze anche sul turismo.

Paola De Micheli, attuale vicesegretaria del PD, andrà al Ministero delle Infrastrutture, mentre nel partito resta Andrea Orlando come unico vicesegretario di Zingaretti.

Roberto Speranza, unico esponente di Liberi e Uguali, dirigerà invece il ministero della Salute.

All'Istruzione vi sarà Lorenzo Fioramonti, che nel passato governo gialloverde era viceministro. Sergio Costa, vicino al M5S, è stato confermato all'Ambiente.

Federico D'Incà, grillino vicino al Presidente della Camera Fico, dirigerà invece il Ministero per i rapporti con il Parlamento. Paola Pisano, ex assessore all'Innovazione al Comune di Torino, andrà all'Innovazione, mentre Fabiana Dadone sarà alla Pubblica amministrazione, il democratico Francesco Boccia agli Affari regionali e Vincenzo Spadafora allo Sport e politiche giovanili. La democratica Elena Bonetti sarà il ministro per le Pari Oppurtunità. Agli Affari europei va Enzo Amendola, e, per finire, il dem Giuseppe Provenzano, direttore dello Svimez, sarà a capo del Ministero per il Sud.

In tutto il governo Conte ha quindi 21 ministri più il sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Una curiosità: la maggior parte dei ministri (11 su 21) proviene dal sud Italia, come d'altronde il pugliese Giuseppe Conte.