Giusto elargire il reddito di cittadinanza anche a quei cittadini italiani che si sono macchiati di gravi reati, nonostante abbiano già pagato il loro debito con la giustizia? È questa la domanda che gira sui mass media da qualche giorno, da quando cioè si è scoperto che la legge sul reddito di cittadinanza fortemente voluta dal M5S, ma votata anche dalla Lega, non impedisce ad alcuni ex membri delle Brigate Rosse di riceverlo.

Il primo battibecco è stato quello, avvenuto in diretta, tra il conduttore della trasmissione radiofonica La Zanzara, Giuseppe Cruciani e l’ex Br Raimondo Etro, fruitore del reddito. Ma anche Federica Saraceni, condannata per l’omicidio di Massimo D’Antona nel 1999, si porta a casa 623 euro. Una falla del sistema che ha fatto insorgere buona parte del panorama politico e mediatico, disgustato dal privilegio offerto agli ex terroristi.

Ma c’è anche chi, come il disegnatore Vauro, difende il diritto della Saraceni al reddito di cittadinanza. Posizione che gli costa una marea di insulti sui social.

Quarta Repubblica: Vauro difende il diritto della Saraceni al reddito di cittadinanza

“Ex terrorista aderente alle Nuove Brigate Rosse, condannata con sentenza definitiva a 21 anni e sei mesi in concorso per l’omicidio del giuslavorista Massimo D’Antona, ucciso a Roma il 20 maggio del 1999 - così viene presentata da un servizio di Quarta Repubblica la ex Br destinataria del reddito di cittadinanza - Romana, 49 anni, con due figli, senza lavoro e sotto la soglia di povertà.

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Politica M5S

Federica Saraceni percepiva già il Rei e oggi può beneficiare del reddito di cittadinanza per un importo di 623 euro perché la sua condanna risale al 2008”. A discutere nello studio Mediaset di Nicola Porro ci sono, oltre al già citato Vauro, Vittorio Sgarbi, Piero Sansonetti e Maurizio Belpietro. Una batteria di attaccanti che fa temere subito il peggio. E Vauro non si lascia certo pregare. Dopo aver premesso di essere sempre stato contrario al principio della legge sul reddito, il disegnatore toscano afferma convinto che, comunque la si pensi, “quella è una legge normata, prevede dei requisiti per ottenerlo. La ex Br ha questi requisiti, quindi non capisco tutta questa polemica”.

Bufera social contro il disegnatore: ‘Perché hai giustificato Carola Rackete allora?’

Vauro prosegue il suo ragionamento ammettendo di “capire profondamente ed emotivamente la posizione della vedova D’Antona, una persona che ha perso il marito in modo cruento”. Definisce la posizione di Olga D’Antona “equilibrata” perché, spiega, “invita la Sarceni a rinunciare al reddito di cittadinanza. Ma qui la cosa è diversa: se una legge sancisce un diritto, quel diritto deve essere garantito.

Altrimenti se andiamo a simpatia e colore politico quel diritto cessa di essere tale”. Insomma, una posizione per così dire ‘garantista’ che, però, oltre a scatenare la reazione degli altri ospiti in studio, suscita lo sdegno, ben più scomposto, dei soliti leoni da tastiera. “Il solito cattocomunista premiante delle risorse criminali”, “Mi spiega perché allora ha giustificato Carola Rakete che ha violato le leggi dello Stato italiano?”, sono due tra i pochi commenti più ‘leggeri’ rinvenuti a corollario di un post con le parole di Vauro postato sulla pagina ufficiale di Quarta Repubblica.

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