Aria di scissione nel M5S. Non è certo la prima volta che un retroscena che dà per certa la separazione tra le diverse anime del Movimento compare sugli organi di informazione nazionali. Stavolta la ghiotta anticipazione arriva dal quotidiano torinese La Stampa che si dimostra sicuro della fronda di una parte dei pentastellati in merito all’approvazione del disegno di legge costituzionale che riduce il numero dei parlamentari.

Oggi, martedì 8 ottobre, è previsto il voto finale alla Camera sulla scottante materia. Il si del Parlamento sembrava scontato, anche alla luce del fatto che partiti di opposizione come Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno annunciato il loro voto favorevole al taglio dei parlamentari. Ma, a complicare tutto, almeno secondo la versione de La Stampa, ci sarebbe una fronda di almeno 25 pentastellati, che potrebbero presto salire a 30, disposti a tutto per di mettere i bastoni tra le ruote al loro capo politico Luigi Di Maio, fino ad arrivare alla scissione

Il retroscena de La Stampa: ‘Fronda nel M5S, prende forma scissione contro Di Maio’

Il quotidiano torinese, non certo ‘amico’ del M5S, ne è sicuro: l’approvazione del disegno di legge costituzionale sul taglio dei parlamentari è a rischio a causa di una fronda interna al M5S di circa 30 parlamentari, pronti a sfilarsi e a non votare uno dei provvedimenti bandiera di Luigi Di Maio.

A rivelarlo nell’edizione di martedì 8 ottobre è il giornalista Ilario Lombardo, il quale scrive che la discussione in corso oggi a Montecitorio non sarebbe altro che “la premessa di una scissione imminente” nel Movimento. Secondo La Stampa sarebbero circa 25 i deputati disposti a non votare il provvedimento che taglia in tutto 345 parlamentari tra Camera e Senato, riducendoli dagli attuali 945 a 600.

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Insomma, potrebbero essere proprio i dissidenti interni grillini a dire no alla legge che “è stata la condizione posta da Di Maio al Pd per la nascita del governo”.

Governo Conte a rischio sul taglio dei parlamentari

Una rivelazione, quella del quotidiano torinese, che al momento non trova riscontri ufficiali, ma che dovrà inevitabilmente essere confermata o smentita nelle prossime ore, quando il voto palese previsto toglierà ogni dubbio su chi avrà votato in maniera positiva o negativa sul taglio dei parlamentari.

La Stampa aggiunge anche che Di Maio sarebbe stato informato della rivolta interna e che anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, vero regista della nascita del governo giallorosso, sia fortemente preoccupato. Fatto sta che, se dovessero essere confermate le voci riportate dai giornali che girano tra i pentastellati (“Ho grosse difficoltà a votare il ddl costituzionale”), la maggioranza formata da M5S, Pd e Italia Viva cesserebbe di esistere, così come il governo Conte Due.

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