Giorgia Meloni replica al discorso pronunciato alla Camera sul Mes dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella giornata di mercoledì 11 dicembre. Il tema è quello del trattato sul Meccanismo europeo di stabilità, la cui riforma verrà trattata dall'Unione europea il 12 e 13 dicembre prossimi. Il Premier ha chiesto unità alla sua maggioranza, rassicurato soprattutto il M5S che le nuove regole non saranno ‘anti italiane’ e sfidato le opposizioni a dichiarare apertamente se siano o meno favorevoli a restare nell'euro.

Un discorso che non è piaciuto per niente alla leader di Fratelli d’Italia che, dai banchi di Montecitorio ha replicato con durezza. Prima attaccando frontalmente le istituzioni europee, i governi francese e tedesco e i rispettivi sistemi bancari. Poi rivolgendosi a Conte per paragonarlo al personaggio comico Tafazzi, ma anche a Matteo Renzi. Infine, volgendo i suoi strali contro i pentastellati, invitati ad “alzare la testa” contro il Mes.

Il discorso di Giorgia Meloni alla Camera contro il Mes: ‘Ue consegnata a interessi franco-tedeschi’

Secondo Giorgia Meloni, quella con cui il nostro Premier Giuseppe Conte si appresta a trattare sul Mes, sarebbe un’Europa “totalmente consegnata agli interessi franco-tedeschi”, come dimostrerebbe la composizione delle nuove istituzioni Ue, delle quali la leader di Frateli d’Italia fa un elenco completo.

L’unico italiano presente nelle posizioni che contano è il Commissario agli Affari Economici Paolo Gentiloni, messo però “sotto tutela”. Insomma, l’Italia, a detta della Meloni parteciperà “da vassallo al Consiglio europeo”, visto che non si parlerà né della “questione libica”, né tantomeno dell’accordo di Malta sulla redistribuzione dei migranti, considerato una “fregatura”. Sul Mes la deputata sovranista pretende risposte che secondo lei finora non sono arrivate.

Il sospetto è che il Fondo Salva Stati stia diventando un “fondo salva banche francesi e tedesche”. Secondo la Meloni, inoltre, “il rischio è anche quello di un default per i nostri istituti di credito”.

L’affondo contro Conte: ‘Chi glielo ha suggerito questo metodo, Tafazzi?’

“Noi usiamo la logica del pacchetto progressivo nelle trattative con l’Ue - accusa ancora Giorgia Meloni - i tedeschi oggi portano a casa il Fondo Salva Stati e poi cominciamo la trattativa su quello che interessa a noi.

Presidente Conte, di grazia - si rivolge al Premier quasi supplicandolo - chi glielo ha suggerito questo metodo? Tafazzi? Allora, lei viene in quest’aula e ci conferma quello che noi sappiamo: cioè che sulla Garanzia comune per i depositi c’è un antico pallino tedesco - prosegue scendendo in particolari tecnici sul contenuto del Mes - cioè la Germania chiede che ci sia un rating dei titoli di Stato. Vuol dire che se le banche italiane possedessero titoli di Stato italiani considerati più rischiosi di quelli tedeschi, sarebbero portate a dismettere i nostri titoli per acquistare i loro. E questo potrebbe creare una crisi del debito dei nostri istituti - alza la voce bacchettando il governo - non una vaga rassicurazione per il futuro, perché con le vostre rassicurazioni non stiamo sereni, meno di Enrico Letta.

Qui non siamo cretini. Io non voglio arrivare a dire o a pensare che qui si sta creando una specie di cappio per indurre una crisi e una obbligatorietà di ristrutturazione del nostro debito. Ma per l’incapacità di chi ci governa potremmo andare a finire lì”. Pensiero finale dedicato al M5S, con la speranza che qualche parlamentare pentastellato “decida di alzare la testa” contro il Mes”.

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