Il Segretario del Pd, Nicola Zingaretti, all'indomani delle elezioni in Emilia Romagna, dove si preannuncia un testa a testa con la Lega, annuncia l'intenzione di creare "un partito nuovo, che fa contare le persone ed è organizzato in ogni angolo del Paese". Dopo più di un decennio di vita del Partito Democratico (fondato nel 2007), ci si prepara quindi ad una svolta epocale nel centrosinistra.

Nome nuovo, componenti nuovi

Zingaretti rileva la necessità di un'inclusione popolare, di un'apertura "ai movimenti che stanno riempiendo le piazze".

Le parole del Segretario dem fanno presagire, quindi, un tentativo di annessione del movimento delle sardine di Mattia Santori, benché quest'ultimo si sia espresso a sfavore di una conversione partitica, ma aprono anche alla possibilità di riunire sotto un'unica ala anche le frange di LeU, dei sindacati e degli indipendenti di sinistra (si è fatto il nome del sindaco di Milano Giuseppe Sala). In via del Nazareno si è persino ipotizzato un cambio di denominazione, caldeggiato da molti, sulla scia di un forte rinnovamento che avrà verosimilmente luogo durante le assise partitiche nazionali, forse in programma per giugno.

Lo stesso Zingaretti ha rimandato a questa occasione tutte le valutazioni sul caso, rivolgendo le attenzioni sulle elezioni regionali del 26 gennaio.

Le reazioni interne e la risposta di Renzi

Il progetto di rifondazione del maggior partito di centrosinistra ha raccolto i consensi di molti esponenti di spicco. In primis Goffredo Bettini, ideologo e 'guida spirituale' dell'ultimo Partito Democratico, ma anche l'ex Ministro dei trasporti Graziano Delrio che, mentre frena sulla proposta di un nuovo nome, ha invece appoggiato Zingaretti nel tentativo di ridefinire gli obbiettivi del partito, così da non trascurare il forte rinnovamento dello scacchiere sociopolitico e porre una "maggiore attenzione a una nuova classe dirigente".

Di questa idea anche Andrea Orlando, da sempre sostenitore di un rinnovamento interno, che al Sermig di Torino ha affermato: "Da tempo sosteniamo che a fronte di una fase nuova è necessario ragionare su come rifondare il partito, e questo diventa ancora più urgente nel momento in cui nella società si manifestano movimenti che vanno interpretati e ai quali bisogna dare una risposta".

Sembra intenzionato ad approfittarne Matteo Renzi, pronto a raccogliere le insegne di un Pd, a suo avviso, in frantumi.

"Facendo come Corbyn e Sanders, ci aprono un'autostrada", ha affermato l'ex premier, secondo cui la preconizzata apertura alle sardine e ad altre espressioni politiche non potrà che essere deleteria per i dem.

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