Ci voleva Junior Cally per trovare un'opinione condivisa tra Matteo Salvini e Maria Elena Boschi, almeno in linea di massima e con i dovuti 'distinguo', perché l'ex ministro del governo Renzi non ha comunque urlato alla 'censura'. Ma da donna si è dichiarata parecchio infastidita dal testo di 'Strega', il brano rilasciato da Cally nel 2017 e finito sotto accusa in queste settimane che precedono il Festival di Sanremo per i suoi contenuti dichiarati 'violenti' e 'sessisti'. La Boschi, ospite di Massimo Giletti a 'Non è l'Arena', ha comunque evidenziato una sacrosanta verità: in questo modo la popolarità del rapper, nel bene o nel male, ha abbracciato un pubblico 'mainstream' uscendo dal solco (comunque vastissimo) dei fan del suo genere musicale.

'Sono parole che fanno male a chi le ascolta, se ha subito una violenza'

Matteo Salvini nei giorni scorsi si è espresso a più riprese sulla presenza di Junior Cally sul palco dell'Ariston, considerati i testi estremi del rapper che lo hanno caratterizzato in passato e per i quali ha dichiarato di sentirsi 'disgustato'. Naturalmente il leader leghista sarebbe stato favorevole alla sua esclusione, argomento sul quale la Boschi preferisce non pronunciarsi. A 'Non è l'Arena', l'attuale esponente di Italia Viva è stata interpellata su parecchi argomenti e non ne poteva mancare uno che, se non propriamente politico, sta comunque a cuore agli italiani come il Festival di Sanremo. Giletti le ha chiesto di leggere il testo di 'Strega' e la parlamentare ex Pd si è rifiutata.

"Ho letto il testo, non lo conoscevo ed è vergognoso". Ha dunque ribadito la sua intenzione di non volerlo leggere in tv: "Da parte mia non voglio censurare un cantante che, in fondo, è raggiungibile da chiunque. Chi vuole ascoltare il testo può cercarlo, lo si trova ovunque. Ma sono parole che fanno male a chi le ascolta da casa, soprattutto se ci sono persone che hanno subito una violenza".

'Lui è riuscito a far parlare di sé'

Maria Elena Boschi è stata irremovibile anche dinanzi all'insistenza di Massimo Giletti, sottolineando un altro aspetto di tutta la questione. "Trovo grave che a distanza di anni non abbia chiesto scusa (ovviamente per il testo scritto, ndr) e qui credo ci sia un problema culturale". Poi guarda al 'bicchiere mezzo pieno': "Se in tutta questa vicenda vogliamo trovare qualcosa di positivo, almeno si sente di parlare di un tema come questo, ma frasi di questo tipo non sono assolutamente accettabili".

Mentre per Salvini il rapper andava escluso dalla lista di cantanti in gara sul palco dell'Ariston, la Boschi preferisce non dire nulla in merito anche perché consapevole di non avere potere decisionale. "Una polemica nella quale non voglio entrare, dico solo che lui è un cantante che, pure in maniera spregiudicata, voleva far parlare di sé con questi testi provocatori e dobbiamo dire che è riuscito a farlo. La sua è stata un'operazione commerciale".