La prima serata della 70esima edizione del Festival di Sanremo, andata in onda su Rai 1 martedì 4 febbraio, ha fatto come sempre registrare un enorme successo di share e di contatti social. Oltre ai complimenti e agli applausi strappati al pubblico dal conduttore Amadeus e da tutti i suoi ospiti, non sono mancate nemmeno le polemiche politiche, come era inevitabile dovesse accadere quando si parla di Sanremo.

Il più acuminato di tutti nel mettere sul banco degli imputati il Festival della canzone italiana è Diego Fusaro.

Il filosofo sovranista, fondatore del movimento politico Vox Italiae, ritiene quello andato in scena nella città ligure niente di meno che uno “spettacolo osceno” e punta il dito non solo contro il conduttore, ma anche contro le esibizioni di Fiorello, Rula Jebreal e del cantante Achille Lauro.

Diego Fusaro si scaglia contro Sanremo: ‘Nichilismo, omologazione e instupidimento’

Per commentare, in maniera negativa si intende, l’esito della prima serata del Festival di Sanremo, Diego Fusaro sceglie di pubblicare un audio messaggio sull’emittente radiofonica Radio Radio, poi messo nero su bianco in un editoriale pubblicato su affaritaliani.it.

Il filosofo inizia, per così dire, toccandola piano, ricordando che Sanremo rappresenta “da sempre lo specchio della società” in continuo cambiamento e della quale sarebbe, in pratica, un “infallibile sismografo”. Fusaro ricorda i cambiamenti avvenuti negli ultimi decenni che hanno portato la passata società capitalistica, borghese e quindi ancora in possesso di un “senso del limite”, a trasformarsi in un “nuovo capitalismo assoluto” fondato sul “libero consumo” e, nel caso di Sanremo, sul “libero costume”.

Il Festival di Sanremo secondo Fusaro: ‘Da Caravaggio a m… di artista inscatolata’

Il cambiamento della società italiana appena descritto, si sarebbe rivelato durante il Festival di Sanremo attraverso i “mutamenti delle canzoni e dei costumi” dei diversi artisti che si sono alternati sul palco del Teatro Ariston. Un “passaggio epocale” che Diego Fusaro riassume nella similitudine del passaggio “da Caravaggio alla m… d’artista inscatolata”.

Insomma, a detta del filosofo sovranista di formazione marxiana e gramsciana, quello visto a Sanremo sarebbe stato solo un “osceno spettacolo di modernizzazione avanzata”. Protagonista di questa presunta “catechesi globalista” finalizzata a propagandare il “politicamente corretto” sarebbe stato proprio il conduttore Amadeus, colpevole secondo Fusaro di essersi cosparso più volte “il capo di cenere” dopo le accuse di sessismo rivolte nei suoi confronti alla vigilia del Festival.

Diego Fusaro contro i protagonisti di Sanremo Fiorello, Rula Jebreal e Achille Lauro

Detto di Amadeus, Diego Fusaro sposta il tiro su Rula Jebreal, la giornalista protagonista di un monologo contro la violenza sulle donne con la quale, a parere del filosofo, si sarebbe raggiunto a Sanremo il “non plus ultra della catechesi”.

La Jebreal viene infatti bollata come “vestale del cosmopolitismo liberista” e “irriducibile nemica del populismo e del sovranismo”.

Fiorello, invece, presentatosi nelle vesti di Don Matteo, viene accusato di “aggressione al sacro” e di essere stato protagonista di un intervento “volgare quanto blasfemo”. Achille Lauro, infine, viene descritto sprezzantemente come un “artista dalle movenze e dallo sguardo stralunati” che “si è esibito mezzo ignudo, senza ritegno”.

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