Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella di recente è intervenuto sulla vicenda delle intercettazioni dei magistrati. In una nota diramata dall'ufficio stampa del Quirinale, Mattarella ha puntualizzato la sua posizione, ricordando che non può esprimere giudizi sulla vicenda, poiché ci sono delle indagini in corso e le sue parole potrebbero essere strumentalizzate.

Inoltre ha chiarito che il capo dello Stato, nel pieno rispetto della Costituzione, non può sciogliere il Consiglio superiore della magistratura per "impossibile funzionamento" o per una sua "valutazione discrezionale".

L'avvocato Carlo Taormina ha replicato su Twitter al comunicato del Quirinale, ricordando che in realtà è possibile procedere allo scioglimento del Csm in caso di "funzionamento criminale".

Mattarella ha spiegato quando il Csm può essere sciolto dal presidente della Repubblica

Il quotidiano La Verità nei giorni scorsi ha pubblicato le intercettazioni di alcune chat tra magistrati. Tra queste, ce n'è una in cui il procuratore di Viterbo Paolo Auriemma avrebbe inviato un messaggio tramite WhatsApp all'ex presidente dell'Associazione nazionale magistrati (Anm) Luca Palamara, nel quale sottolineava che Matteo Salvini (in quel periodo ministro dell'Interno) non stava operando male al Viminale soprattutto in merito alla cosiddetta Politica dei "porti chiusi". Palamara però avrebbe risposto che nonostante ciò il leader della Lega andava comunque "attaccato". Occorre precisare che nessuno dei magistrati citati gestiva direttamente gli uffici da cui poi erano partite le inchieste.

Il presidente della Repubblica, in merito a questa vicenda, ha diramato una nota in cui ha ricordato che le sue azioni sono disciplinate dai dettami della Costituzione. Nel comunicato si legge che non è possibile sciogliere il Consiglio superiore della magistratura "in base a una propria valutazione discrezionale".

Inoltre si ricorda che il mandato del Csm dura quattro anni e che l'unico caso in cui si può procedere a uno scioglimento anticipato è quando si verifica un "impossibile funzionamento". Ad esempio, nel caso in cui venisse meno il numero legale dei suoi componenti, il presidente della Repubblica avrebbe facoltà, in base ai propri compiti istituzionali, di convocare nuove elezioni per l'organismo.

Taormina: 'Vanno cacciati da Palazzo dei Marescialli'

Carlo Taormina ha replicato su Twitter alla nota diramata dal Quirinale. Rivolgendosi direttamente al presidente della Repubblica, ha evidenziato le sue notazioni tecniche. "Il Csm - ha scritto l'avvocato - si scioglie anche per funzionamento criminale, che è peggio dell'impossibilità di funzionamento".

Poi, sempre rivolgendosi a Mattarella, gli ha chiesto: "Cosa preferisce? Che faccia nomine e gestisca il potere disciplinare con abuso d'ufficio, corruzione o concussione?". A questi interrogativi, Carlo Taormina fa seguire quella che secondo lui sarebbe la soluzione da adottare: "Vanno cacciati da Palazzo dei Marescialli".

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