Alex Zanardi è ricoverato in gravi condizioni nel policlinico universitario Santa Maria alle Scotte di Siena. L’ex campione di automobilismo, diventato un simbolo per gli italiani dopo il gravissimo incidente del 2001 in cui perse entrambe le gambe, lotta ora tra la vita e la morte. Il drammatico incidente di cui è stato protagonista due giorni fa, mentre era alla guida della sua handbike, potrebbe costargli anche l’uso della vista secondo il professor Sabino Scolletta, direttore del dipartimento di emergenza dell’ospedale senese. Il nuovo dramma di Zanardi induce Alessandro Sallusti a una dura riflessione Politica.

Giusto continuare a vivere una vita senza averne la “disponibilità”, si chiede il direttore de Il Giornale?

Le condizioni di Zanardi sono molto gravi

Italiani in apprensione per le condizioni di Alex Zanardi dopo il terribile incidente stradale in cui il campione si è schiantato contro un camion dopo aver probabilmente perso il controllo della sua handbike. “Il quadro è talmente compromesso che ci impone una terapia farmacologica per dare stabilità. Difficile dire anche quando potremmo togliere questa sedazione”, ha dichiarato Scolletta. Il medico ha anche aggiunto che l’intervento chirurgico durato circa tre ore, resosi necessario per ricostruire la calotta cranica di Zanardi, potrebbe non evitare conseguenze sulla vista del corridore perché “ha avuto traumi oculari”.

La riflessione di Sallusti su Zanardi

Dunque, anche se dovesse sopravvivere, come tutti si augurano, Alex Zanardi rischia di perdere la vista. Una prospettiva drammatica che spinge Alessandro Sallusti a pubblicare sulla prima pagina de Il Giornale una riflessione destinata a far discutere. “Lunga vita Alex, ma a patto che...”, è questo il titolo scelto dal direttore per il suo editoriale di domenica 21 giugno.

Il giornalista trova qualcosa di “misterioso” nella “emozione nazionale” che ha colpito gli italiani dopo l’incidente di Zanardi. Sallusti però non è affatto convinto che, bene che gli vada, rischi di perdere la vista. A suo modo di vedere si tratterebbe di una “previsione molto ottimistica”.

‘Spero non rimanga nel limbo della semi-vita’

E, forse, aggiunge con amarezza Sallusti, parlare di remota possibilità di sopravvivenza per Zanardi è solo un “pietoso modo di dire”. Parole durissime quelle del giornalista, il quale prova ad interpretare anche il pensiero dello sfortunato campione. Sarebbe Zanardi stesso a consolarci in questo momento, dice, dicendoci di non preoccuparci. “Che sarà mai - direbbe - sono solo nella sala d’aspetto della morte, faccio un po’ di mattane anche qui e poi vediamo che succede”. Secondo Sallusti, un Zanardi “senza gambe e cieco” sarebbe il “primo a ridere di questa condizione surreale”. Per questo motivo, il giornalista non si augura affatto che rimanga nel “limbo della semi-vita” e invita tutti a non piangere se dovesse lasciarci.

Lunga vita a Zanardi? - conclude il suo pensiero - dipende. Certamente se potrà essere una vita nella sua disponibilità”.

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