Luca Palamara, da presidente dell'Anm e secondo Antonio Ingroia, sarebbe potuto essere un mediatore di Giorgio Napolitano nella questione legata al conflitto di attribuzioni dell'indagine sulla trattativa Stato-mafia. In particolare la questione riguardava delle intercettazioni che coinvolgevano l'inquino del Quirinale con uno degli imputati. In particolare il Colle, secondo il racconto del magistrato, avrebbe provato ad evitare lo scontro alla Corte Costituzionale con la procura palermitana in merito alle indagini che avevano coinvolto anche il capo dello Stato. Circostanze per le quali occorre sempre utilizzare il condizionale, tenuto conto che si tratta di fatti la cui veridicità va provata.

Dal canto suo Luca Palamara, fresco di espulsione dall'Anm e da settimane al centro dell'attenzione mediatica, ha fatto sapere di essere pronto a relazionare sulla vicenda in Commissione Antimafia.

Ingroia dice che Napolitano voleva evitare il conflitto

A fare rumore inizialmente sono le dichiarazioni di Antonio Ingroia. In un'intervista rilasciata all'Adnkronos l'ex procuratore aggiunto di Palermo si è espresso in merito alla questione legata al conflitto di attribuzioni. In particolare ha rilasciato dichiarazioni in cui ha rivelato di avere ricevuto da Giorgio Napolitano un'ambasciata attraverso il direttore di Repubblica Ezio Mauro. "Mi chiedeva - ha ricordato - un accordo per evitare il conflitto davanti alla Corte Costituzionale".

Una versione dei fatti molto vicina a quella rilasciata dal pm Nino Di Matteo davanti alla Commissione Antimafia. La circostanza, però, è stata al momento smentita dal giornalista che, secondo quanto riporta Il Fatto Quotidiano, ha evidenziato che, quantomeno nella sua ricostruzione, sarebbe stato Ingroia a cercare una mediazione con il Quirinale tramite lo stesso Mauro.

Ingroia cita Palamara come potenziale mediatore di Napolitano

Ingroia, nelle parole rilasciate all'Adnkronos, ha segnalato inoltre il fatto che tra le figure che avrebbero potuto fare da mediatori ci sarebbe stato proprio Luca Palamara . "La cosa - ha rivelato proprio Ingroia - ancor più sorprendente fu che tra gli ambasciatori indicati da Giorgio Napolitano come suoi portavoce per un ipotetico incontro ci fosse proprio il presidente dell'Anm, che, tutt'al più, avrebbe dovuto essere un portavoce della magistratura".

Ingroia ha segnalato che la cosa non ebbe ulteriori sviluppi, poiché rivela come in quell'occasione ebbe modo di puntualizzare ai suoi interlocutori che alla Procura di Palermo si rispettavano le regole. Una versione dei fatti che, al momento, non trova alcun tipo di replica da parte di Luca Palamara. "Di questo argomento - ha detto a La Verità - preferirei parlare in Commissione Antimafia, dove sono disponibile a farmi ascoltare".

Per la cronaca, il ricorso di Giorgio Napolitano nel 2012 ebbe esito vincente. La Corte Costituzionale diede mandato di distruggere le intercettazioni tra il capo dello Stato e uno degli imputati, ossia Nicola Mancino.

Segui la pagina Politica
Segui
Segui la nostra pagina Facebook!