L'inchiesta della procura di Bergamo prosegue. Dopo gli interrogatori, tra cui quello di Giuseppe Conte, si continua a tentare di far luce su cosa sia accaduto attorno alla mancata dichiarazione di zona rossa per le aree di Alzano e Nembro. Secondo quanto emerge dalla ricostruzione della vicenda del Corriere della Sera (edizione del 14 giugno) si fa strada l'idea che la questione rientri in una 'scelta Politica'. Il quotidiano milanese avanza l'ipotesi che le inchieste della procura di Bergamo possano evolversi in un nulla di fatto, quantomeno a livello penale e per ciò che concerne il ruolo della politica.

La chiusura dell'intera Lombardia è avvenuta il 5 marzo

Già lo scorso 26 febbraio si era ipotizzato che la provincia di Bergamo potesse diventare sede di nuovi focolai. Avevano fatto discutere le dichiarazioni dell'assessore alla Sanità lombardo Giulio Gallera che, quattro giorni dopo la chiusura di Codogno, secondo quanto ricostruisce il Corriere della Sera, aveva prospettato la possibilità di nuove situazioni spinose nel bergamasco. Fino al 5 marzo, però, non ci sarebbe stata, a detta del Corriere, alcun tipo di interlocuzione tra la Regione Lombardia. Il quotidiano milanese evidenzia che Conte ai pm avrebbe detto di non aver ricevuto alcun verbale del Comitato tecnico scientifico del 3 marzo, in cui sarebbero stati richiesti provvedimenti.

Il premier ha rivelato che il 5 avrebbe, invece, ricevuto una sollecitazione dal presidente dell'Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro. Questo lo avrebbe spinto a chiedere un approfondimento sulla situazione e, in base ai dati avuti, avrebbe disposto la chiusura dell'intera Lombardia.

La decisione potrebbe essere considerata meramente 'politica'

Il ruolo dei magistrati è quello di accertare se la gestione dell'emergenza sia stata adeguata. Ci si chiede, infatti, se la Regione avrebbe potuto muoversi in anticipo rispetto a Roma. Affinché si concretizzi un reato (epidemia colposa o altre violazioni) è necessario che ci sia correlazione tra le scelte politiche e gli effetti di ciò che è accaduto.

"Un legame - si legge nell'articolo di Armando Di Landro e Fiorenza Sarzanini - che i magistrati ritengono arduo da dimostrare". Si farebbe strada l'ipotesi che la mancata chiusura di Alzano e Nembro possa restare 'materia per la politica e non per i tribunali'. Una previsione che, se confermata, porterebbe all'archiviazione. Ci sarebbero, invece, già degli iscritti nel registro degli indagati relativamente alla gestione del pronto soccorso di Alzano, chiuso solo per tre ore dopo l'avvenuta individuazione dei primi contagiati.