Giorgia Meloni accusa il governo Conte di essersi mosso in ritardo contro il Coronavirus. La leader di Fratelli d’Italia, a Brindisi per il suo tour elettorale in favore del candidato alle Regionali in Puglia Raffaele Fitto, punta il dito contro Giuseppe Conte e i suoi ministri, accusati di aver trascurato il report presentato il 12 febbraio scorso dal ricercatore Stefano Merler al Comitato tecnico-scientifico. La pandemia di coronavirus, secondo Meloni, avrebbe potuto essere bloccata già prima del lockdown, imposto poi all’inizio di marzo.

Giorgia Meloni in campagna elettorale a Brindisi

Domenica 30 agosto Giorgia Meloni fa tappa a Marina di Brindisi durante il suo tour elettorale in vista delle elezioni Regionali del prossimo 20 e 21 settembre.

Il candidato pugliese di Fratelli d’Italia è Raffaele Fitto, già presidente della Regione.

Durante la lunga conferenza stampa tenuta dai due esponenti politici di destra, la leader sovranista si sofferma a lungo anche sulle presunte responsabilità del governo Conte nell’esplosione della pandemia di coronavirus.

Meloni contro il governo Conte

Giorgia Meloni, durante il suo intervento, cita polemicamente quella che definisce la “notizia del giorno”. Ovvero il rapporto sulla possibile diffusione del coronavirus in Italia, inviato al Comitato tecnico-scientifico il 12 febbraio scorso dal ricercatore Stefano Merler. A suo modo di vedere, quel documento doveva necessariamente essere preso in considerazione dal governo "giallorosso", perché in esso si poteva leggere chiaramente quanto sarebbe potuto accadere da lì a pochi giorni.

E, invece, il governo Conte attese quasi un mese per dichiarare il lockdown, accusa Meloni. La leader di Fdi ricorda anche che, in quel periodo, il segretario del Pd Nicola Zingaretti si è recato persino ai Navigli a Milano per prendersi un aperitivo.

‘Adesso basta’

Meloni aggiunge anche che diversi esponenti politici del governo giallorosso invitavano le persone ad “abbracciare i cinesi” dato che, secondo loro, “l’unico virus" presente in quel momento "era il razzismo”.

Tutto ciò mentre gli esperti “veri” cercavano di lanciare l’allarme sulle probabili drammatiche conseguenze della diffusione della pandemia di coronavirus.

Giorgia Meloni non risparmia nemmeno il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, colpevole di aver inviato in Cina “otto tonnellate di dispositivi di protezione”.

Conclude la leader di Fdi: “Qualcuno si deve assumere la responsabilità di questa roba qui, adesso basta”. Meloni pretende anche che vengano “resi pubblici tutti i verbali del Cts”.

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