Fino a un paio d'anni fa Giuseppe Conte avrebbe avuto difficoltà ad immaginarsi premier. Ancora di più all'idea di diventare il capo del governo che passerà alla storia per essersi trovato a fronteggiare una pandemia senza precedenti. In attesa di superare presto, come ci si augura, il problema coronavirus, si può anche gettare lo sguardo altrove e capire in che modo si evolverà la figura di colui il quale si auto-definì "avvocato del popolo" nel momento in cui venne chiamato a fare da garante per il "contratto di governo" per il sodalizio, poi naufragato, tra Lega e Movimento 5 Stelle. Oggi, mentre regge l'asse tra i grillini, il Pd e Italia Viva garantisce che mai fonderà un suo partito.

Lo fa, per l'ennesima volta, in delle dichiarazioni rese a Bruno Vespa e pubblicate nel nuovo libro del conduttore di Porta a Porta. Il volume si chiama "Perchè l'Italia amò Mussolini (e come è sopravvissuta alla dittatura del virus)" e ospita parole di Conte in cui il premier lascia intendere di avere sempre "la valigia pronta".

Conte dice di non voler fare il suo partito

"Non intendo - ha detto il presidente del Consiglio - fare un mio partito". Sono le parole rese da Giuseppe Conte a Bruno Vespa e che Repubblica ha ripreso come anticipazione dell'ultima fatica letteraria del giornalista. Quest'ultimo non ha mancato di incalzarlo rispetto alla possibilità che la mancata voglia di dare vita ad un proprio movimento possa essere un'indicazione arrivata da terze parti.

"Non raccolgo - ha tagliato corto Conte - suggerimenti del genere".

Conte parla di 'valigia pronta' per essere liberi

Alcuni sondaggi di gradimento, negli ultimi mesi, hanno segnalato quanto Giuseppe Conte in molti casi abbia fatto breccia negli italiani. A lungo, nonostante ora sia in calo, il gradimento nei suoi confronti è stato superiore a quello avuto dal governo.

Questo ha fatto immaginare a molti osservatori che il premier potesse avere la carte in regola per dare vita ad un nuovo movimento, in un fase in cui il M5s fatica a ritornare ai suoi livelli massimi. Così come l'altra forza principale dell'attuale maggioranza, il Pd. Bruno Vespa gli ha fatto notare come, una volta occupata la carica di premier, potrebbe diventare complicato rivederlo in cattedra all'Università o tornare a fare l'avvocato di successo.

"Ritengo - ha sottolineato Conte - che la migliore condizione per mantenersi liberi sia di tenere sempre pronta la valigia. Diversamente, si diventa deboli e fragili".

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