La Corte di Giustizia dell'Unione Europa ha bocciato la legge ungherese sugli istituti stranieri, nota nei mass media occidentali come "legge anti-Soros". Accogliendo il ricorso della Commissione europea, la Corte ha respinto il provvedimento adottato dal governo di Viktor Orban nel 2017 che modifica le condizioni in base alle quali scuole e università straniere possono esercitare la loro attività in Ungheria.

Le motivazioni della decisione della Corte di Giustizia dell'Unione Europea

La bocciatura del provvedimento governativo ungherese è stata motivata dalla Corte di Giustizia Ue facendo riferimento alla violazione di diverse disposizioni internazionali, tra le quali spiccano gli accordi sottoscritti nell'ambito dell'Organizzazione mondiale per il commercio (WTO).

Oltre a ciò, l'istituzione europea ha anche rimarcato che la legge violerebbe la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea nella parte relativa alla libertà accademica e d'impresa.

Entrando maggiormente nei particolari, la diatriba tra il governo ungherese e la Corte di Giustizia dell'Unione Europea è nata nell'aprile del 2017 a seguito dell'approvazione dello stesso provvedimento. Stando all'articolo della Stampa, il governo dell'Ungheria aveva motivato il provvedimento sostenendo che esso servisse a garantire la qualità dell'insegnamento scolastico e universitario nazionale.

La Central European University e la figura di George Soros

La questione al centro del conflitto tra l'Ungheria e la Corte della Giustizia dell'Unione Europea, secondo quanto riporta Rai News, sarebbe la Central European University (CEU).

Tale università privata è stata fondata dal finanziere e filantropo George Soros nello Stato di New York e, sin dagli anni '90, operava specialmente a Budapest. In seguito alla legge ungherese sugli istituti stranieri, la Central European University ha dovuto chiudere in Ungheria e optando per il trasferimento delle sue maggiori attività a Vienna.

Secondo La Stampa, la stessa legge sugli istituti stranieri sarebbe stata praticamente pensata "ad hoc" allo scopo di cacciare dall'Ungheria l'università privata fondata da George Soros. A tal riguardo, c'è da dire che il fondatore dell'Open Society Foundation è notoriamente considerato un grande avversario del premier magiaro Viktor Orban e della destra di matrice sovranista ed identitaria occidentale.

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