Il nuovo Dpcm sarebbe dovuto arrivare attorno al 4 novembre, ma gli ultimi dati sul contagio da coronavirus hanno generato la necessità di un’accelerata. Tra domenica e lunedì potrebbero essere definite le linee guida del nuovo provvedimento restrittivo che potrebbe portare ad un coprifuoco anticipato (le 20?) e persino alla chiusura di bar e ristoranti. Secondo le prime indiscrezioni si tratta di una serie di disposizioni più stringenti a carattere nazionale che, di fatto, faranno da cornice a dei provvedimenti di dimensione regionale e territoriale per le situazioni epidemiologiche più preoccupanti.

Si tratterebbe di provvedimenti a discrezione dei singoli amministratori, ma che dovrebbero essere regolati da linee guida precise basate su indici legati all’evoluzione dell’epidemia. Uno di questi è per l’appunto indice di trasmissibilità Rt. Tra le regole che vengono considerate più probabili, si cita il divieto di mobilità interregionale se non comprovato da motivi stringenti di lavoro, necessità o domicilio.

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Stando ai dati relativi al 31 ottobre pubblicati dal Corriere della Sera e relativi all’indice Rt, le regioni che superano la soglia di rischio 1,5 che equivale ad un grave rischio di epidemia sono diverse. Il dato nazionale è di 1,70.

  • Piemonte 2,16
  • Lombardia 2,09
  • Provincia Autonoma di Bolzano 1,96
  • Valle d’Aosta 1,89
  • Molise 1,86
  • Umbria 1,67
  • Calabria 1,66
  • Puglia 1,65
  • Emilia Romagna 1,63
  • Liguria 1,54
  • Lazio 1,51
  • Provincia Autonoma di Trento 1,50
  • Friuli Venezia Giulia 1,50
  • Campania 1,49
  • Marche 1,48
  • Veneto 1,46
  • Sicilia 1,42
  • Toscana 1,41
  • Abruzzo 1,40
  • Sardegna 1,12
  • Basilicata 1,04

Stando, ai dati, le regioni classificate ad alto rischio, sarebbero Abruzzo, Basilicata, Calabria, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana e Val d'Aosta.

Occorre, inoltre, ricordare che ci sono regioni, come ad esempio quelle meridionali, che in relazione ad un sistema sanitario meno ricettivo, con particolare riferimento alle terapie intensive, potrebbero far scattare l’allarme ad un livello epidemiologico inferiore rispetto ad altre del Nord. Non a caso, per il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, come segnala il Corriere della Sera, il primo obiettivo è difendere la trincea delle strutture sanitarie, per la quali ogni governatore ha a propria disposizione un punto di vista privilegiato rispetto alle situazioni territoriali.

Chiusura bar e ristoranti come idea limite

Andando a riassumere quelli che potrebbero essere i provvedimenti, occorre precisare che non tutti potrebbero essere presi dal governo nazionale. Le indicazioni, come detto, potrebbero in parte nazionali e in parte scelti dai governatori sulla base di schemi precisi legati alla situazione epidemiologica.

I provvedimenti possibili:

  • Per le scuole ipotesi didattica a distanza, terza media compresa.
  • Divieto di mobilità interregionale: non ci si potrà spostare una regione all'altra senza che ci sia un motivo.
  • Centri commerciali: si va verso una chiusura nazionale nei fine settimana.
  • Bar, ristoranti, pub e gelaterie viaggiano verso ulteriori limitazioni che potrebbero essere chiusure totali nelle zone ove dovesse superarsi la soglia indicata per i parametri relativi all'indice Rt o alla situazione degli ospedali. Si attende di capire nel dettaglio il modus operandi che sarà indicato. Da valutare se si consentirà l’asporto come, in realtà, era già previsto durante la serrata totale della scorsa primavera
  • Coprifuoco. Viene chiamato così in maniera convenzionale quello che, in pratica, è il divieto di circolazione per le strade senza una necessità. In molte regioni è al momento fissato alle 24 o alle 23, si potrebbe decidere di anticiparlo alle 20 o alle 21.

Le prossime ore aiuteranno a capire in maniera definitiva la linea intrapresa, sebbene ormai buona parte del percorso sembra ormai tracciato.

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