Il 23 novembre il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è intervenuto nella trasmissione Otto e mezzo su La7 per parlare della Politica del Governo atta ad affrontare l'emergenza Coronavirus in corso. Nei primi di dicembre, l'esecutivo dovrebbe essere emanare un nuovo Dpcm prenatalizio, sul quale il premier ha anticipato: "Non ci possiamo permettere un altro Ferragosto. Sicuramente ci saranno delle limitazioni alle occasioni di socialità in generale. Dobbiamo assolutamente contenere tombolate, feste, festini, veglioni. Sarà un Natale diverso, speriamo che sia molto bello".

Le previsioni di Conte sul Natale

Il presidente del Consiglio ha intenzione di ridurre "le occasioni di socialità", facendo sì che comunque rimangano alcune tradizioni, come "lo scambio dei doni, il cosiddetto shopping". Per garantire ciò, secondo Conte sarebbe "controproducente limitare gli orari", quindi lo scopo sarebbe quello di consentire l'apertura dei negozi, limitando gli assembramenti. "Vogliamo far correre l'economia", ha sottolineato Giuseppe Conte. Alessandro Sallusti gli ha chiesto allora: "Avete pensato a come ristorare davvero l'economia? Perché il Natale vale alcuni miliardi di Pil, 20-30, ma forse anche di più". A questa domanda il premier ha replicato: "Vorrei ricordare che noi abbiamo stanziato quasi due miliardi aggiuntivi adesso e abbiamo chiesto anche uno spostamento per otto miliardi".

Giuseppe Conte ha sottolineato di aver messo sul tavolo con gli ultimi decreti dei "consistenti ristori", tutelando anche alcune categorie che erano rimaste fuori dai precedenti interventi, come i negozianti di calzature e quelli delle città turistiche, continuando a supportare le categorie più penalizzate dal lockdown, come i lavoratori del settore turistico, della cultura e dello spettacolo.

"In generale, dobbiamo intervenire per alcune categorie che non sono protette. Obiettivamente parliamo delle partite Iva e degli autonomi", ha chiosato.

Il premier sulla gestione della seconda ondata di coronavirus

"Oggi si dice: siamo arrivati impreparati alla seconda ondata - ha asserito il premier - Noi abbiamo riportato la curva sotto controllo nella prima ondata, in tempi relativamente brevi.

Dopo di che si è abbassato quasi completamente il contagio nella stagione estiva. Noi abbiamo approvato tutti i possibili protocolli anche sulle spiagge, per garantire un'estate in sicurezza agli italiani". Secondo Conte, sarebbe stato impossibile introdurre ulteriori misure restrittive in estate, perché gli italiani erano già sofferenti, soprattutto a livello psicologico, per i precedenti lockdown.

Dunque sulla base delle dichiarazioni del premier, il Governo è sempre intervenuto prontamente "con misure adeguate e proporzionali". "Abbiamo affrontato la seconda ondata con consapevolezza", ha sottolineato il presidente del Consiglio, aggiungendo che questa nuova emergenza ha sorpreso tutta l'Europa e "noi non siamo stati più impreparati rispetto agli altri Paesi, anzi abbiamo lavorato al massimo".

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