Giuseppe Conte, durante una diretta alla Camera dei Deputati, ha esposto le misure che intende adottare in vista del nuovo Dpcm anti-Covid. Il presidente del Consiglio ha spiegato che la situazione nei reparti di terapia intensiva è ancora gestibile, ma gli ospedali sono sempre più affollati e questo è un dato preoccupante.

Scenario 4: misure diverse per le regioni più a rischio

Il presidente del Consiglio ha spiegato che l'Italia si sta introducendo nello scenario 4: molte regioni sono a rischio alto e hanno raggiunto un livello di diffusione del virus incontrollato.

L'Rt nazionale è pari a 1.70 e, secondo quanto detto da Conte, in alcune regioni il dato supera la media nazionale. 15 regioni potrebbero raggiungere livelli di occupazione nei reparti di terapia intensiva preoccupanti. Gli effetti dell'impatto del nuovo Dpcm possono essere visti solo a partire dai 14 giorni successivi alla sua introduzione. Il premier ha aggiunto che è necessario agire con nuove misure e strategie ad hoc tenendo conto dei differenti livelli di rischio delle regioni.

Nuovo Dpcm: 3 aree di rischio e centri commerciali chiusi nel weekend

Secondo quanto detto da Conte, il prossimo Dpcm stabilirà tre aree di rischio, in base ai livelli di criticità raggiunti dalle varie regioni. Inoltre, per tutto il territorio nazionale si interverrà con delle misure mirate a contenere il contagio: i centri commerciali dovranno chiudere nei giorni festivi e prefestivi, così come le sale gioco e le sale bingo.

Verrà poi stabilita la chiusura dei musei ovunque, anche nelle regioni dove il contagio è ridotto, e verranno introdotte delle restrizioni per la mobilità tra le regioni ad alto rischio. Gli unici motivi validi per gli spostamenti tra queste saranno: motivi lavorativi, di studio o di salute. La chiusura dei musei era già stata anticipata da Dario Franceschini, ministro dei Beni culturali, il quale era già stato criticato la scorsa settimana per aver annunciato la chiusura di teatri e cinema.

Torna la didattica a distanza con il nuovo Dpcm

Secondo le nuove misure introdotte dal prossimo Dpcm, si assisterà al ritorno della didattica a distanza per le scuole superiori. Conte confida nel fatto che questa potrebbe essere una misura temporanea.

La maggioranza ha inoltre fatto una richiesta al governo: garantire la didattica in presenza per quelle regioni in cui si ha ancora il controllo della situazione e dove l'indice Rt è più basso rispetto ad altre. Si fa un particolare riferimento alle scuole per l'infanzia e alla primaria e secondaria di secondo grado, garantendo tamponi periodici ai dipendenti scolastici e agli studenti.