Il prossimo 16 gennaio ci sarà un nuovo Dpcm. I prossimi giorni saranno decisivi ai fini della definitiva predisposizione delle nuove regole contro la Covid. Tuttavia, secondo quelle che sono le indiscrezioni risulta abbastanza chiaro che si andrà verso una proroga di molte tra le norme esistenti ed in alcuni casi verso un'ulteriore grado di restrizione.

Roberto Speranza, ministro della Salute, ha sottolineato come davanti ci siano ancora mesi in cui si avrà l'onere di dover resistere a un virus che, soprattutto nel resto d'Europa, continua a lanciare segnali preoccupanti. Ne ha parlato nell'ambito di un webinar della Federazione italiana medici pediatri: "A me il braccio please.

Vaccinare contro il Covid-19 gli operatori sanitari".

E intanto si inizia ad ipotizzare la possibilità di una zona rossa "automatica" per quelle regioni che dovessero superare un preciso tetto di casi ogni 100.000 abitanti. Diverse sarebbero già a rischio.

Nuovo Dpcm: le parole di Speranza suggeriscono la strada che si prenderà

Quelle del Ministro sono parole che mirano a sottolineare l'importanza del momento che si sta vivendo. "Siamo - ha precisato - in un passaggio delicatissimo. I prossimi mesi sono straordinariamente rilevanti". Un pensiero espresso sulla base del fatto che questa è la fase in cui si incrociano diversi "fattori" che possono determinare la sfida contro il virus, a partire dalla campagna di vaccinazione. Proprio l'inizio del processo di immunizzazione della popolazione va visto solo come un passo in avanti e non come un percorso compiuto.

"La battaglia contro il Covid - ha precisato Speranza - è ancora tutta in piedi".

Nei giorni scorsi cinque regioni hanno ritrovato nuove restrizioni sulla base della loro preoccupante situazione epidemiologica resa dai dati. "Ho firmato - ha ricordato il ministro - alcune ordinanze che riportano in arancione un pezzo significativo del nostro Paese e come vedete in giro per l'Europa i dati della recrudescenza del virus sono molto significativi".

La ricostruzione di quello che è il quadro in corso è anche un preambolo rispetto a dichiarazioni che anticipano quella che potrebbe essere la direzione intrapresa dal governo nella stesura del nuovo Dpcm. "Il virus - ha dichiarato Speranza - continua a circolare e ad essere un avversario molto molto temibile. Purtroppo ancora per qualche tempo le misure di contenimento, di mitigazione, le regole ed i comportamenti individuali corretti sono e resteranno l'arma fondamentale con cui difenderci".

"Questa - ha proseguito - è la prima grande sfida: non pensare di aver vinto la battaglia, tenere altissimo il livello d'attenzione e continuare con comportamenti corretti e misure restrittive che sono l'arma fondamentale per la nostra battaglia ancora per qualche mese".

Zona rossa automatica di caso di superamento soglia predeterminata

Nei giorni scorsi si è a lungo parlato di misure restrittive. Il primo provvedimento concreto di cui si è molto discusso è stato l'abbassamento delle soglie affinché una zona diventi arancione o rossa. Adesso basta avere un Rt a 1 o a 1,25, con uno 0,25 in meno rispetto a quanto accadesse prima. La nuova proposta, che sarebbe arrivata dai tecnici e quindi da scienziati e medici, parlerebbe della possibilità di istituire una zona rossa automatica nel momento in cui un territorio dovesse vedersi censita un'incidenza settimanale di casi di Coronavirus pari a 250 casi per 100.000 abitanti.

Qualora si dovesse trovare un'intesa su un modus operandi disciplinato dal tetto segnalato rischierebbe di trovarsi in zona rossa il Veneto (454,31 casi per 100.000 abitanti). Vicini alla soglia anche l'Emilia Romagna (242,44), la Provincia Autonoma di Bolzano (231,36), il Friuli Venezia Giulia (205,399 e le Marche (201).

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