Un nuovo Dpcm è atteso partire dal prossimo 15 gennaio. Subito dopo la soluzione "ponte" prevista dal 7 al 15, si dovrà rinnovare la strategia anti-contagio. E lo si dovrà fare sulla base di due esigenze che sono purtroppo contrapposte: la crescente preoccupazione per la situazione epidemiologica derivante dai dati del bollettino quotidiano e la necessità di far ripartire parte dell'economia del Paese. Ed ecco che a disciplinare la strategia di intervento potrebbero essere percorsi che viaggiano due binari. Da una parte dovrebbe esserci l'abbassamento delle soglie per l'innalzamento delle restrizioni delle regioni in base ai colori, ma dall'altro l'istituzione delle così dette zone bianche.

Aree dove grazie ad una situazione favorevole sotto il profilo del contagio si potrebbe far ripartire tutto o quasi. Una bella notizia per chi potrebbe trarre beneficio dalla riapertura di bar, ristoranti, pub, pasticcerie, palestre, piscine e negozi in genere. A fare da contraltare a questo orizzonte c'è però il fatto che, in base ai nuovi parametri, ben dieci regioni sarebbero a rischio zona arancione o rossa. Tuttavia, per analizzare quello che è un vero e proprio dedalo di norme e scenari, occorre andare nel dettaglio.

Cosa cambia dal 7 gennaio? Forse le valutazioni per colore regioni

Quello che dovrebbe venir fuori dagli sviluppi dei prossimi giorni è che una zona gialla potrà diventare arancione o rossa con maggiore facilità qualora dovesse palesarsi un'evoluzione negativa del quadro epidemiologico.

A fare la differenza sarebbe l'andamento dell'indice Rt. Sarebbe perciò sufficiente raggiungere 1 affinché si possa andare in zona arancione, 1,25 per andare in zona rossa. Le soglie previste in precedenza erano 0,25 al di sopra di quelle che potrebbero essere le prossime.

Ma cosa cambia per la attività commerciali? Moltissimo per la ristorazione e i negozi al dettaglio.

In arancione e in rosso, bar e ristoranti (aperti dalle 5 alle 18 in loco in gallo) possono operare solo con asporto o consegna a domicilio, i negozi che, invece, non si occupano di beni ritenuti essenziali e non collocati in un'apposita lista devono restare chiusi.

Riaperture bar, ristoranti e palestre: c'è una possibilità

Ancora diversa è la situazione di settori come le palestre, le piscine, i cinema o i musei.

Questi, infatti, in base all'ultimo Dpcm non possono operare. Ma cosa potrebbe accadere a partire dal 15 gennaio? Che si istituiscano le così dette "zone bianche". Un'ipotesi, al momento, ma che potrebbe diventare uno scenario concreto.

Si tratta di situazioni che, a livello epidemiologico, sarebbero ritenute addirittura migliori di quelle delle zone gialle. Resta, tuttavia, da capire quali potranno essere i parametri.

Si definirebbero, perciò, territori dove verrebbero a cadere buona parte delle restrizioni. Potrebbero, ad esempio, tornare operative proprio le palestre e le piscine. Ma è chiaro che servirebbero regole ad hoc, per le quali si ipotizza l'obbligo di lezioni individuali e strategie di contingentamento degli ingressi. Stesso discorso riguarderebbe mostre, musei, cinema e sale da concerto.

Ristoranti e bar potrebbero operare tutta la giornata e verrebbe meno persino il coprifuoco. Ci sarebbe, in ogni caso, da mantenere il distanziamento e l'obbligo di mascherine.

Colore regioni, venerdì 8 gennaio giorno decisivo

Quella delle zone bianche sarebbe una proposta che fungerebbe anche da stimolo per i cittadini. Comportarsi in maniera tale da scongiurare l'aumento dei contagi in maniera tale da tutelare la salute collettiva, diventerebbe anche uno strumento individuale per riacquisire un minimo di normalità e libertà.

Tuttavia, a fronte dell'ipotesi e di un traguardo da raggiungere c'è un'attualità con cui fare i conti. Con l'abbassamento a 1 della soglia Rt affinché una regione possa diventare arancione, sono almeno dieci le regioni che con i prossimi rilevamenti potrebbero finire quantomeno nella fascia intermedia delle restrizioni.

Quella, per intendersi, dove sono vietati i movimenti intercomunali senza comprovati motivi di lavoro, salute o necessità e sono chiuse le attività di ristorazione.

Emilia Romagna, Marche, Puglia, Sicilia e Lombardia, stando ai numeri, potrebbero diventare arancioni già lunedì 11. Calabria, Liguria e Veneto considerate a rischio zona rossa. I dati di venerdì 8 dovrebbero confermare o smentire gli scenari negativi ipotizzati per i territori citati.

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