Fedez, artista musicale e marito dell'influencer Chiara Ferragni, mercoledì 31 marzo ha postato sul suo profilo Instagram delle stories attaccando il senatore della Lega Simone Pillon, molto critico verso la legge Zan che definisce "Non una priorità".

"Lei è famoso per essere quello del Family Day e oggi si toglie dal dibattito così?" queste le parole del cantante nei confronti del leghista, che parrebbe essere totalmente contrario all'approvazione e di non voler neppure discutere sulla questione.

Fedez VS Simone Pillon in un video di Instagram:

Il rapper milanese, neo papà per la seconda volta, ha di fatti attaccato il leghista Simone Pillon tramite delle storie di Instagram, sottolineando il suo disappunto e affermando che lo destabilizzerebbe far vivere il figlioletto: "In uno stato che non tutela il suo sacrosanto diritto di esprimersi in libertà" precisando che se suo figlio Leone decidesse di indossare una gonna o di truccarsi non lo turberebbe assolutamente.

Fedez ha inoltre accennato allo scopo che avrebbe il disegno di legge Zan, sottolineando come il Senatore Pillon abbia contribuito ad osteggiarne l'approvazione utilizzando un pretesto fuorviante: "Darebbe il via libera agli uteri in affitto"; Fedez, contrariato, ha specificato che all'interno della legge non viene minimamente trattato l'argomento, contestando così la dichiarazione del leghista.

Di cosa parla la legge Zan?

"La legge è volta all'attuazione di misure di prevenzione e contrasto rispetto alle discriminazioni per motivi fondati sul sesso, il genere, l'identità di genere, l'orientamento sessuale e la disabilità". L'art. 1 del Disegno di legge chiarirebbe inoltre le definizioni dei termini prima elencati.

Con l'approvazione del DDL verrebbe istituita una giornata nazionale contro la violenza e la denigrazione (17 maggio), verrebbero inoltre stanziati circa 4 milioni di euro a favore delle iniziative a contrastare il suddetto fenomeno. In aggiunta verrebbero introdotti nuovi reati e sanzioni in caso di incitamento/istigazione all'odio a tutela delle categorie più vulnerabili (Leggibile nella Proposta di legge, Atti Parlamentari- Camera dei Deputati).

La prima approvazione sarebbe avvenuta nel novembre del 2020 con 264 Sì e 193 No, 1 astenuto.

Attualmente il disegno di legge proposto dal deputato del PD Alessandro Zan è stato approvato dalla camera. La legge è stata parzialmente modificata con aggiunta di definizioni preliminari ed estensione a più categorie; nella giornata di martedì 30 marzo sarebbe dovuta approdare nell'ufficio della presidenza della Commissione.

Sul sito ufficiale della Camera dei deputati è possibile accedere al testo e agli atti parlamentari relativi al progetto sotto il nome di Atto Camera: 569 e sotto la specifica di 'Lavori preparatori dei progetti di legge'; qui viene precisato che la proposta di legge sia stata presentata il 2 maggio 2018 con la richiesta di apporre "Modifiche agli articoli 604-bis e 604-ter del codice penale in materia di violenza o discriminazioni per motivi di orientamento sessuale o identità di genere" specificando che "Il primo articolo sanziona la propaganda e l'istigazione a delinquere per motivi discriminatori, razziali, etnici e religiosi; il secondo in materia di circostanze aggravanti".

La causa del blocco temporaneo sarebbe dovuta alla contestazione da parte dei partiti Fratelli d'Italia e Lega (con presunto appoggio di Forza Italia), i quali starebbero così trattenendo la legge in commissione al Senato.

Tramite un recente articolo del quotidiano milanese 'Il giorno' si legge: "L'iter del DDL Zan contro l'omotransfobia proseguirà con una tappa il 7 aprile" e che "Mercoledì prossimo, alle 14, si riunirà l'ufficio di presidenza della commissione di Giustizia del Senato".

La battaglia contro l'opposizione continua anche tramite l'utilizzo dei social con stories, post e dirette dedicate all'argomento. Tra i nomi più noti della Politica oppositrice vi sono Giorgia Meloni e Simone Pillon, due dei primi oppositori alla legge.

Nell'attesa dell'approvazione di legge vari artisti e personaggi televisivi si sarebbero schierati a favore, il primo a risaltare su tutti sarebbe stato appunto Fedez.

Priorità pubblica

I casi di aggressione e discriminazione aumentano costantemente in Italia, ne è di esempio l'episodio avvenuto lo scorso 26 febbraio a Roma, vittime una coppia di ragazzi gay. La legge Zan fornirebbe così sostegno e una conseguente pena per moventi come questo, agirebbe contro l'omotransfobia, la misoginia e l'abilismo.

Fedez ha deciso, assieme al deputato Zan, di fare una diretta Instagram (sabato 3 aprile, ore 15:00) in cui discutere pubblicamente l'argomento.

Altri artisti italiani come Elodie, Mahmood, Levante, Michele Bravi e Piero Pelù avrebbero sottolineato l'importanza dell'approvazione della legge, sentendosi responsabili e sostenendola appieno tramite i loro profili social.

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