Il pronostico è stato rispettato e il democratico Zohran Mamdani ha vinto nettamente le elezioni per il sindaco di New York che si sono svolte martedì.
Mamdani ha 34 anni ed è un volto nuovo sulla scena politica americana, ha staccato Andrew Cuomo di quasi 9 punti (50.4% a 41.6%). Il terzo candidato, Curtis Sliwa, non è andato oltre il 7% dei consensi.
Vittoria netta di Mamdani
L’annuncio della vittoria è stato accolto con festeggiamenti in molti quartieri di New York: la corsa a sindaco di Mamdani ha dell’incredible, considerando la sua mancanza di esperienza e la sua giovane età.
Mamdani è stato consigliere comunale nel Queen’s fino a pochi mesi fa e la sua scalata è stata rapidissima.
Il suo messaggio ha convinto prima i delegati del Partito Democratico, permettendogli di vincere le primarie, e poi la maggioranza dei cittadini della Grande Mela.
Affluenza record
La vittoria è stata netta con un’altissima affluenza. Molti newyorkesi avevano votato in anticipo, tantissimi hanno fatto la fila martedì per depositare il loro voto. In totale più di 2 milioni di votanti, quasi il doppio rispetto alle ultime consultazioni.
Mamdani ha superato il milione di voti per la prima volta dal 1969 e sarà il primo sindaco musulmano di New York. Ha convinto il ceto medio-basso della necessità di riforme radicali per combattere il caro-vita, e di cercare soluzioni sul problema della casa, dei trasporti, dell’educazione.
La sua candidatura e rapida ascesa hanno scombinato i piani del Partito Democratico e ridisegnato la mappa elettorale di New York. Mamdani ha vinto nettamente a Brooklyn, nel Bronx e in gran parte dell’isola di Manhattan.
La folla esulta nel Queen's
Subito dopo l’annuncio della vittoria, Mamdani si è rivolto a una folla esultante con un discorso molto emotivo. Consapevole di avere contro gran parte dell’establishment, si è subito rivolto al presidente Donald Trump in segno di sfida: “So che ci stai guardando, e ho qualcosa da dirti: alza il volume!”
“Vedo l’alba di una nuova stagione per l’umanità”, ha continuato Mamdani nel suo discorso tenutosi al Queen’s, il suo quartiere. “Voglio ringraziare la nuova generazione di newyorkesi; oggi respiriamo un’aria nuova in una città che torna a rinascere.
Mi sveglierò tutte le mattine con l’unico proposito di rendere questa città migliore”.
Gli sconfitti
Andrew Cuomo ha accettato la sconfitta, che probabilmente segna la fine della sua carriera politica. Nonostante Trump avesse chiesto di votare per lui, l’ex governatore dello Stato si è fermato al 41.6% dei consensi, a circa 200.000 voti di distanza dall’avversario. Cuomo ha cercato nelle ultime ore di campagna di convincere gli elettori a non sprecare il voto su Curtis Sliwa (il terzo candidato): la sua candidatura era stata appoggiata anche dall’ex sindaco Bloomberg, che aveva iniettato parecchi milioni nella sua campagna elettorale.
La vittoria di Mamdani è sicuramente una cattiva notizia per Donald Trump, che aveva invitato a non votare per un "comunista di 34 anni che non ha mai lavorato".
In questi mesi non sono mancati gli attacchi e le accuse tra i candidati: Cuomo ha definito Mamdani "un sostenitore di Hamas" e "amico dei terroristi" in seguito alle prese di posizione del nuovo sindaco sul conflitto a Gaza. Dopo la vittoria Mamdani ha parlato così di lui: "Gli auguro tutto il meglio dal punto di vista personale e spero che questa sia l'ultima volta che pronuncio il suo nome".