Il presidente Donald Trump ha annunciato la prosecuzione dei colloqui tra Stati Uniti e Iran, pur chiarendo che il cessate il fuoco tra i due Paesi è terminato. L’annuncio è giunto tramite un messaggio sul suo social, Truth, dove Trump ha affermato: “L’Iran ci ha chiesto di proseguire i colloqui. Abbiamo accettato di farlo, ma gli Stati Uniti hanno chiarito loro, senza mezzi termini, che il cessate il fuoco è terminato”.
La fine della tregua e le sue conseguenze
La decisione di Trump di porre fine al cessate il fuoco segue la ripresa delle ostilità, innescata dall’accusa all’Iran di aver aperto il fuoco contro tre navi qatariote e saudite nello strategico Stretto di Hormuz.
Questo episodio ha invalidato il memorandum d’intesa raggiunto il 17 giugno. L’accordo, firmato a Versailles, prevedeva una tregua di sessanta giorni per risolvere le principali controversie. Con la fine del cessate il fuoco, tutte le condizioni su cui si basava l'intesa, inclusa la sospensione dell’embargo sul petrolio iraniano, sono state dichiarate nulle.
Stretto di Hormuz: epicentro del conflitto
Il memorandum d’intesa di giugno stabiliva che l’Iran si sarebbe impegnato a garantire il passaggio sicuro delle navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz. Questo corridoio marittimo, di vitale importanza strategica, trasportava prima del conflitto (scoppiato a febbraio) circa il 20% del consumo globale di petrolio.
Teheran aveva interpretato tale clausola come riconoscimento del proprio controllo sulla zona. La riacutizzazione del conflitto ha generato nuove tensioni nella regione. Allarmi sono stati diffusi in diversi Paesi mediorientali, avvertendo di imminenti attacchi iraniani in risposta ai bombardamenti statunitensi. Le autorità iraniane hanno denunciato 14 morti e 78 feriti sul proprio territorio in due giorni di bombardamenti USA, la maggior parte membri delle forze armate. I colloqui proseguono in un contesto di rinnovata ostilità e instabilità nello Stretto di Hormuz.