Protagonista di questa insolita transazione è la Tiziana Life Sciences, società biotech britannica, che ha acquistato dalla società italiana Shardna SpA, una società che gestisce unabanca dati contenente circa 13mila informazioni genetiche. Si tratta dei dati sul DNA di una popolazione piuttosto omogenea che vive nella provincia dell’Ogliastra, territorio che vanta la presenza di un numero insolitamente elevato di centenari. L’obiettivo degli inglesi e studiare a fondo questi dati al fine di sviluppare nuovi farmaci.
Un fenomeno da guinness dei primati e di interesse scientifico
Si chiama Melis la famiglia sarda che vive a Perdasdefogu, nell’Ogliastra, entrata nel Guinness dei primati come la più longeva al mondo. Ma non è la sola. In questo territorio vivono più ultranovantenni che in ogni altro angolo della terra. Per questo sono ormai diversi anni che gli scienziati hanno iniziato a interessarsi a questo fenomeno e alle condizioni che ne favoriscono l’insolita e invidiabile longevità.
L’idea venne a Renato Soru - classe 1957, imprenditore (fondatore di Tiscali), politico (Presidente della Regione Sardegna dal 2004-2008) e, dal 2014, europarlamentare – quando, nel 2000, insieme a Mario Pirastu, direttore dell’Istituto di Genetica delle Popolazioni del CNR, decise di fondare la Shardna SpA.
Si trattava di un progetto unico al mondo, una biobanca finalizzata a collezionare campioni biologici (230.000) prelevati da quasi 13.000 cittadini residenti proprio nell'Ogliastra, territorio collocato nella zona centro-occidentale della Sardegna, con una popolazione di centenari quasi 50 volte superiore a quella di qualunque Paese in occidente, ovvero una persona su 2 raggiunge il secolo. Un record senza paragoni al mondo, una longevità da world business, record che contende con gli abitanti dell’isola giapponese Okinawa.
E’ sempre un altro italiano il protagonista di questa operazione. Si tratta di Gabriele Cerrone, un imprenditore che ha fondato nel Regno Unito la Tiziana Life Science, azienda ora quotata alla Borsa di Londra.
Cerrone ha fiutato l’affare: con 258 mila euro ha acquistato la biobanca, che così cessa la sua avventura, passando la mano alla neocostituita LonGevia Genomics Srl, filiale italiana della company britannica, con sede proprio a Cagliari.
Ma cosa servono le informazioni depositate in una biobanca?
L’idea di Cerrone e di Tiziano Lazzaretti, amministratore delegato di LonGevia Genomics Srl, è semplice: disponendo di un patrimonio genetico unico al mondo, questo può dare un vantaggio competitivo nel comprendere i meccanismi della longevità e dell’insorgenza di varie disfunzioni. Queste informazioni potrebbero essere sfruttate per sviluppare nuovi farmaci anti-aging, non certo un elisir di lunga vita.
Ma anche individuare le cause, su basi genetiche, di varie malattie, e provare a trovare soluzione farmacologiche efficaci.
Un’altra peculiarità di questa “raccolta” di DNA, è l’appartenenza ad una popolazione che, negli anni, si è lasciata poco “contaminare” geneticamente da altre popolazioni. Questo consentirà ai ricercatori di poter ricostruire una filiera genetica a partire dal sedicesimo secolo (più di 400 anni!).
Questa linee genetica storica può aiutare a comprendere l’insorgenza di certe malattie, tipiche di questa gente. Ad esempio, gli abitanti dell’Ogliastra hanno una maggiore frequenza di problemi come l’alopecia, l’ipertensione o l’osteoporosi. Ma anche l’insorgenza di patologie come quelle immunologiche ed oncologiche potrebbero trovare delle risposte da questi studi.
Tutto questo è possibile dopo la decodifica del DNA umano (2003) e con l’avvento delle scienze “–omiche” (es. genomica, trascrittomica, proteomica, metabolomica, ecc.). Tuttavia, questa non è stata la prima operazione di questo tipo; solo pochi anni fa (dicembre 2012), per 415 milioni di dollari l’Amgen - multinazionale farmaceutica, aveva acquistato deCode Genetics, una biobanca relativa alla popolazione islandese. Le finalità erano le stesse.