Le ricerche e gli studi portati avanti da Valter Longo, esperto in studi dell’invecchiamento e ideatore della Dieta della Longevità, hanno dimostrato che non solo curarsi con il cibo è possibile, ma – cosa più importante – che una sana e corretta alimentazione oggigiorno è sinonimo di prevenzione e salvaguardia della salute.
Come e cosa mangiare per vivere più sani e più a lungo? Ce lo spiega il libro 'La dieta della longevità'
Questa dieta non ci permette solo di ridurre il grasso addominale e ringiovanire il nostro aspetto:infatti, come ha dimostrato Valter Longo nei suoi studi, essa rinnova il nostro organismo e riduce in modo significativo il rischio di diabete, di patologie cardiovascolari e autoimmuni e non solo.
E’ stato inoltre riscontrato che le probabilità di ammalarsi di cancro o di malattie neurodegenerative come l’Alzheimer si abbassano notevolmente se associate a questo tipo di alimentazione.
Per vivere a lungo e in salute, spiega Longo, bisogna indirizzare la propria alimentazione verso un regime che prevede il consumo di poche proteine e molta verdura, ma anche poca frutta e carboidrati principalmente integrali. Alla carne bisogna prediligere il pesce che, però, non va mangiato tutti i giorni, al massimo due o tre volte alla settimana.
Molti, infatti, fanno l’errore di credere che mangiare pane e pasta, sia a pranzo che a cena, possa essere considerato un regime alimentare che rispetti le regole della dieta Mediterranea.
In realtà non è così e questa dieta, afferma lo scienziato, non è poi molto lontana da quella Mediterranea.
Una regola da seguire per non sbagliare è sicuramente quella di chiedersi tutte le volte che si è a tavola se i nostri nonni avrebbero mangiato le stesse cose. Questo perché oggi la nostra alimentazione rimane sempre quella con cui i nostri predecessori sono cresciuti ma appesantita del superfluo, che è principalmente quello che a noi fa male.
Sarebbe opportuno, inoltre, educare i più piccoli fin da subito a questo stile alimentare, sostenibile, peraltro, da tutta la famiglia. Per i bambini andrebbe comunque inserita la carne, sia rossa che bianca, senza però esagerare. Una volta diventati adulti, e terminata la fase dello sviluppo, si potrebbe poi iniziare a sostituire le proteine animali con quelle vegetali, come, per esempio, con un piatto di pasta e ceci accompagnati da verdure.
Una dieta ad alto contenuto di proteine e grassi non solo aggrava i fattori di rischio, ma è associata anche ad una maggiore incidenza di cancro. La mutazione cellulare e dell’intero organismo che essa comporta accelera l’invecchiamento e di conseguenza l’insorgere delle malattie.
“L’età” spiega Valter Longo “è il principale fattore di rischio nel contrarre tutte le malattie più gravi”, per questo motivo, come gli studi del Professore suggeriscono: “Intervenire sull’invecchiamento è decisamente meglio che cercare di prevenire e curare tutte le principali malattie singolarmente”.