La news sulla tecnica chirurgica eseguita per mezzo della crioablazione era già nota nel 2013 e fu la Toscana, con il presidio ospedaliero pistoiese, a dotarsi del macchinario per l'asportazione tumorale percutanea di un tumore, grazie anche all'utilizzo guidato della Risonanza Magnetica Nucleare. Il successo del primo intervento fu del dottor Luca Camignani, allora già operativo nella tecnica della termoablazione (la scienza antagonista della crioablazione), che eseguita nel reparto di oncologia medica diretto dal dott.

Silvano Morini, fece scalpore perché avrebbe dato inizio al trattamento di altri tipi di tumori; epatici, prostatici, renali, mammari, pancreatici, polmonari e ossei non operabili per varie cause correlate a età, a più patologie e altro.

Cos'è la crioablazione e come funziona

Come molti avranno compreso, la crioablazione non è altro che la tecnica di criochirurgia messa in atto per eseguire l'asportazione di una parte di tessuto biologico danneggiato.

L'intervento è permesso grazie all'utilizzo del freddo portato a temperature al disotto della misura del congelamento; sistema che creerebbe nelle cellule bersagliate, la formazione di cristalli di ghiaccio permettendone la distruzione. Ricordiamo che questa tecnica era nota già dal primo '900 e utilizzò fino al 1960 la 'neve di anidride carbonica' o 'neve carbonica', oggi conosciuta come 'ghiaccio secco', anche per la distruzione di piccoli tumori facilmente accessibili e per l'estirpazione di verruche, nevi, papillomi, chetatosi, spinaliomi, ecc.

Crioablazione ridurrà i danni al seno

Il successo della ricerca è stato annunciato dal professor Deanna Attai, assistente di chirurgia presso l'Università della California 'Los Angeles David Geffen School of Medicine', in seguito agli interventi di crioablazione chirurgica effettuati su 86 pazienti con piccoli tumori al seno. Gli interventi eseguiti con questa metodica, rivela il professor Attai, non hanno cambiato l'anatomia del seno di nessuna delle donne operate, ma c'è la possibilità che anche la criochirurgia possa lasciare intatte alcune cellula cancerogena.

La scoperta sarà un potenziale strumento che aiuterà le donne a curare il tumore al seno, ma, dice la dottoressa Laura Kruper del servizio di chirurgia al seno della 'City of Hope Cancer Center di Duarte, "non sarà per tutti" perché "il tumore può essere solo di 1 cm" per poterlo eradicare con la crioablazione.

Uno studio ancora in osservazione

Latecnica è stata portata avanti per anni e studiata su pazienti con cancro al seno, in 19 centri oncologici degli Stati Uniti.

Inizialmente furono trattati tumori fino a 2 cm, per valutarne l'efficacia, ancor prima di avere avuto l'approvazione dal Dipartimento della Sanità degli Stati Uniti. Il trattamento criogenico eseguito sul tumore e asportato 28 giorni dopo, ha evidenziato il successo nel 92% dei casi, funzionando totalmente per quelli che misuravano meno di 1 cm. L'intervento si esegue ambulatorialmente in anestesia locale, inserendo e guidando con l'ecografia o RM aperta, una sonda che giunta al tumore inietterà azoto liquido congelandolo.

Il tessuto "morto" sarà assorbito dal corpo e scomparirà nel tempo, ma bisogna sapere che l'intervento non si può eseguire su tumori sottocutanei in quanto il freddo può danneggiare la pelle e portare infezioni. La necessità della ricerca, spiega Attai, è seguire i pazienti trattati con la crioablazionee stabilire se i tassi di recidiva sono più alti rispetto alla chirurgia tradizionale.

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