Rientra tra i nuovi livelli essenziali di assistenza (LEA) l’intervento del cardiologo nel refertare un elettrocardiogramma (ECG) ai fini del rilascio di un certificato di idoneità a svolgere un’attività sportiva. Ma tra norme che cambiano e posizioni contrastanti che fanno notizia, su questo argomento si è creata una certa confusione. A fare chiarezza ci ha pensato Francesco Fedele, cardiologo dell’Università La Sapienza di Roma e Presidente della Federazione Italiana di Cardiologia: per il rilascio dei certificati sportivi agonistici e non agonistici, “non basta avere il responso di una macchinetta per dichiarare che un cuore è "idoneo" all'attività sportiva ma quei dati - per essere validi - vanno letti da una figura medica specialistica”.

Una forma di screening di massa per i ragazzi

Ormai quasi tutti i ragazzi svolgono una o più attività sportive, indipendentemente se a livello agonistico o meno. Venuto meno la figura del medico scolastico, sentinella dei problemi di salute dei ragazzi, la visita per l’attività sportiva rimane un’occasione di screening “di massa”. Ed è proprio per questo che un ECG, fatto almeno una volta nella vita, può essere un check importante sullo stato di salute del cuore. Questo eviterebbe i casi (oltre uno al mese) di ragazzi e giovani vittime di morti improvvise durante un’attività sportiva.

Dal 2013, con il “decreto del fare”, come l’aveva chiamato l’allora premier Enrico Letta, non è più obbligatorio avere un certificato sportivo per le attività ludico motorie.

L’obbligo, invece, rimane per alcune attività non agonistiche: a) quelle “parascolastiche”, ovvero attività fisico-sportive svolte in orario extracurricolare, sotto il controllo di un’insegnante, b) i giochi della gioventù, e c) le attività sportive in discipline agonistiche ma svolte da soggetti che non hanno il requisito dell’età per poterle svolgere.

In questi casi le linee guida del Ministero della Salute del 2014, elaborate con la collaborazione della Fnomceo (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri), richiedono al medico di famiglia, o pediatra, o medico di medicina dello sport, di avere un ECG per valutare le condizioni di efficienza cardiaca. Per i ragazzi che non presentano particolari problemi, è sufficiente farlo una volta nella vita.

In presenza di patologie cronache, invece, va ripetuto ogni anno così come per gli ultra 60enni, in presenza di qualsiasi fattore di rischio. L'importante è che l'ECG venga letto da uno specialista (cardiologo).

Per alcuni sport non serve un certificato di idoneità

Una circolare del CONI, identifica le attività sportive che non necessitano di un certificato di idoneità. Sono giochi da tavolo (biliardo, dama, scacchi e bridge), o giochi che non richiedono una forte sollecitazione cardiaca (bocce, bowling, golf, tiro a segno, tiro a volo, tiro con l'arco, pesca di superficie, curling - giocato su ghiaccio con pesanti pietre di granito levigate, giochi con aerei e barche telecomandate, cinotecnica - addestramento di cani).

Ma anche sport tradizionali (fionda, morra, lancio del formaggio, tiro alla fune lippa - gioco popolare con pezzi di legno, che risale al XV secolo).

E’ opportuno ricordare che, nello sport, il 95% dei casi di morte improvvisa è dovuto a problemi di cuore. Qualsiasi attività sportiva sottopone il cuore ad uno sforzo superiore, tale da esporlo ad un rischio mortalità 2,5 volte superiore rispetto a chi non pratica sport. Ma il problema non è tanto legato allo sport che, indiscutibilmente fa bene alla salute, ma alla mancanza di un accurato screening a monte, per individuare i soggetti con problemi cardiaci.

Limitarsi quindi ad una visita medica, senza il supporto di un’indagine strumentale, può essere molto pericoloso perché potrebbe “rassicurare” dei soggetti a rischio che non adotterebbero alcuna precauzione durante gli sforzi e non si sottoporrebbero a degli interventi sanitari in una fase precoce.