Di 'Blue Monday' può darsi che ognuno di noi ne viva parecchi, anche a grappoli e non necessariamente solo di lunedì: quella tristezza che sale, tracima, non trova argini né ragioni di conforto. Allora che succede proprio il 16 gennaio? La differenza è che domani siamo tutti ufficialmente autorizzati a essere tristi all'ennesima potenza, persino a ostentare il nostro infinito 'blues' : per chi non lo sapesse, infatti, cade il 16 gennaio il giorno più triste dell'anno anche se non compare nel calendario tra le ricorrenze assodate. Se però si può celebrare la propria tristezza, dobbiamo essere grati a calcoli matematici incontrovertibili: per la precisione a Cliff Arnall, uno psicologo dell’Università di Cardiff che nei primi anni 2000 tramite una complicata equazione ha stabilito che il terzo lunedì di gennaio sia il giorno più nero dell'anno.
Tra le variabili che compongono l'equazione, il meteo che fa precipitare anche l'umore, le spese accumulate durante il periodo natalizio e il senso di colpa seguente; la mancanza di soldi e la fatica di arrivare a fine mese; la sensazione di trovarsi sotto vuoto spinto; la difficoltà a riprendere una parvenza di vita. E non lo contrariamo! Perché mai dovremmo farlo?
Tristezza per favore non andare via
Ricordate quando Ornella Vanoni cantava 'Tristezza per favore vai via'?. Al contrario domani diremo tristezza per favore non andare via, che vai celebrata degnamente. Lo dicono gli esperti delle nostre emozioni, psichiatri e psicoterapeuti. Claudio Mencacci, presidente della Società italiana di psichiatria, a prescindere se ci sia una data per celebrare la tristezza, ritiene che, a differenza della depressione, patologia anche troppo trascurata, sia un'emozione che invita alla riflessione da non scansare: "Anche la tristezza è un'emozione, dunque viviamola!
E' giusto accogliere in noi un arcobaleno di emozioni, incluse quelle 'blue' o tristi perché così potremo dare un corretto valore a tutte le altre. In Gran Bretagna la ricorrenza è presa molto sul serio, al punto da mettere sul conto la possibilità di maggiori assenze sul lavoro. Paola Vinciguerra, psicoterapeuta e presidente dell'associazione europea disturbi da attacco di panico (Eurodap), più che suggerimenti pratici dà un'indicazione fondamentale che può trasformarci radicalmente in meglio: giù la maschera! "Comunichiamo disagi e delusioni, smettendo di far finta d'essere vincenti. Abbiamo bisogno di rapporti veri!". E così torneremo felici, più felici. Allora toccherà festeggiare l'happiest day! E intanto che festa sia, tristi e contenti.