A tutti sarà capitato di vedere le proprie prestazioni peggiorare al seguito di una nottata di cattivo sonno. Cosa succede al nostro cervello mentre dormiamo?

I cicli del sonno

Il sonno avviene attraverso dei cicli dell'approssimativa durata di 100 minuti l'uno: una ripetizione di diverse fasi, tra cui si distinguono le fasi non-REM e la fase REM. Le fasi non-REM portano progressivamente verso un rilassamento generale sia del corpo che del cerebro: ivi le onde cerebrali vanno diventando sempre più deboli, e i muscoli si rilassano; mentre la fase REM è caratterizzata da un'intensa attività cerebrale.

Durante la fase REM si può parlare dunque di sonno paradosso: espressione coniata per sottolineare il contrasto tra il generalizzato rilassamento muscolare e il rapido movimento oculare (infatti REM sarebbe l'acronimo di rapid eye movement) e l'intensa attività cerebrale. Esiste un rapporto correlativo tra il movimento oculare e la creazione di nuovi collegamenti sinaptici, e questo permette la creazione di nuove associazioni anche in stato di veglia: su questo si basa la tecnica terapeutica EMDR, che mira a ricreare un movimento oculare simile a quello della fase REM al fine di rielaborare le informazioni.

Il continuo alternarsi tra le fasi non-REM e quella REM, dato dai cicli di sonno, è un ottimo meccanismo che consente la riorganizzazione della coscienza e delle idee, permetterebbe dunque l'esplorazione di nuove soluzioni a problemi su cui ci arrovelliamo di giorno: un celebre esempio è quello di Kekulé, che ha dichiarato che l'idea che ha portato alla scoperta della forma molecolare del benzene è nata da un sogno.

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Curiosità

Nuove associazioni mentali nel sonno

Da un punto di vista psicoanalitico questi fenomeni sono spiegati dal fatto che nel sonno si dà libero spazio all'inconscio di operare, e l'inconscio opera attraverso metodi che trascendono la logica (ma altrettanto dignitosi), offrendo così un nuovo punto di vista che può portare a intuizioni geniali.

Assumendo una prospettiva più neuroscientifica si parla invece di nuove associazioni mentali create nel sonno: durante le fasi non-REM del sonno l''ippocampo, che ha sede nel lobo temporale, riorganizza le informazioni apprese durante la giornata creando delle associazioni tra informazioni aventi qualcosa in comune (si pensi al cervello come un grande archivio: per gestire al meglio le informazioni queste vanno ordinate).

Quest'attività dà luce a degli schemi, che vengono stravolti durante la fase REM del sonno: l'intensa attività cerebrale in questa fase è determinata dalle onde ponto-genicolo-occipitali, che stimolano l'attivazione casuale di aree della corteccia, il che rende imprevedibili le associazioni che avvengono in questa fase del sonno portando ad idee innovative e fuori da ogni schema.

La professoressa Lewis, ricercatrice che ha studiato il funzionamento del cervello durante il sonno, ha sottolineato come certe volte si hanno tutte le informazioni necessarie, ma non si riescono a collegare: è tutta questione di organizzazione mentale, ed è proprio qui che interviene l'attività onirica.

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