Il triage, ovvero la classificazione delle priorità di intervento dei sanitari, quando si entra in un Pronto Soccorso, secondo la proposta del Ministero della Salute dovrebbe passare dall’attuale codice a colori, ad un codice numerico: da 1, per le emergenze (attuale codice rosso) a 5, per le non urgenze che comunque devono essere visitate entro un limite massimo di 4 ore.

Istituito un gruppo di lavoro

Un decreto ministeriale del 26 settembre 2018 ha istituito un gruppo di lavoro che sarà composto da 12 componenti: cinque di questi, con diverse funzioni, appartengono già al Ministero della Salute (Andrea Piccoli, Velia Bruno, Maria Teresa Loretucci, Lidia Di Minco ed Elisabetta Santori), tre sono rappresentati delle Regioni (Aida Andreassi – Lombardia, Franco Aprà- Piemonte, Anselmo Campagna – Emilia Romagna), un rappresentante della AGENAS - Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Alessandro Ghirardini), un rappresentante dell’ISS - Istituto Superiore Sanità (Angelo Lino Del Favero), e gli ultimi due sono di Cittadinanzattiva (Maria Mancini e Maria Pia Ruggieri).

Compito di questo gruppo è disegnare un nuovo modello che poi il Ministero dovrà proporre alle Regioni. Si tratta di una vera rivoluzione nelle procedure di accesso e dei tempi di attesa nei Pronto Soccorso in tutti gli ospedali italiani. Un punto critico della Sanità del nostro Paese dove, a volte, i tempi di attesa sono talmente lunghi da non crederci. Quindi non può essere solo il cambio di codifica, dai colori ai numeri, a portare questa rivoluzione. Quello che questo gruppo è chiamato a studiare è un piano che, se approvato, darà più garanzie per i cittadini che si rivolgono ad un centro di emergenza sanitaria.

L’attuale codice rosso diventerà codice 1 con le stesse peculiarità di intervento immediato, senza alcuna attesa.

Il codice giallo per i casi di urgenza diventerà codice 2 e l’accesso sarà entro 15 minuti. A seguire i codice 3 (urgenza differibile) con accesso entro 1 ora, codice 4 (urgenza minore) con accesso entro 2 ore, e codice 5 (non urgenza) con accesso entro 4 ore.

Un primo sostanziale cambiamento è la suddivisione dell’attuale codice giallo per le urgenze, in due sottolivelli (2 e 3), a seconda della gravità. E poi, i tempi di attesa già fissati.

Tempo di attesa massimo 8 ore

Restare un giorno al Pronto Soccorso in attesa di essere visitati, non è certo una cosa piacevole, anche se si tratta di un caso non urgente. Adesso, per questi casi (codice 5) l’attesa massima sarà di 4 ore. Ma, in casi eccezionali, non potrà in alcun modo superare le 8 ore.

Dopo questo periodo il paziente potrà essere rinviato a casa o gestito differentemente, fino al ricovero in reparto.

Una maggiore attenzione sarà riservata anche al confort nelle sale di attesa, in modo da rendere più confortevole l’attesa da parte dei pazienti e dei parenti o accompagnatori. I casi meno problematici potranno essere gestiti dal personale infermieristico secondo il modello “See and Treat”.

Anche l’organizzazione O.B.I (Osservazione Breve Intensiva) verrà rivista, dove la permanenza minima sarà di 6 ore ma non potrà superare le 36 ore complessive. Anche la collocazione degli stessi OBI dovrà essere ripensata in termini di bacini di utenza. L’idea è quella di istituire una postazione ogni 5000 accessi al Pronto Soccorso.

Sono previsti altri interventi ma, allo stato attuale, questi sono solo documenti fatti filtrare dal Ministero, che non derivano dal gruppo di lavoro istituito dallo stesso Ministero e non ancora operativo. Poi il tutto andrà proposto alle Regioni. Quindi prima di poter prendere atto della nuova organizzazione passerà del tempo. E non è assolutamente detto che il modello ora immaginato dal Ministero, e brevemente riassunto sopra, possa essere la situazione a cui stiamo andando incontro.