Dopo la notizia della morte dell'attore Luke Perry l'attenzione si è focalizzata verso la causa di decesso dell'attore: si chiama “ictus giovanile” che, oltre a sfatare il mito che solo gli anziani possano essere colpiti da questa malattia, è portato inevitabilmente sia da patologie preesistenti che dallo stile di vita adottato dall'individuo.

L'ictus non colpisce soltanto gli anziani

Il decesso per ictus del noto attore Luke Perry, che ha recitato in Beverly Hills 90210, ha sollevato all'attenzione una delle principali cause di morte a carico del sistema cerebrovascolare nelle persone al di sotto dei 60 anni.

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Stiamo parlando di “ictus giovanile” che ultimamente sta colpendo moltissimi giovani in Italia. Stando alle statistiche si contano cento casi di ictus giovanile ogni milione di abitanti, rendendolo così paragonabile, numericamente parlando, alla sclerosi multipla. Ciò significa che non colpisce soltanto gli anziani come si crede convenzionalmente.

L'ictus cerebrale si verifica quando un vaso cerebrale si occlude (ischemia) oppure si rompe (emorragia cerebrale), provocando danni alle cellule cerebrali che in tal modo non sono più provviste di ossigeno e di tutti quei nutrimenti di cui hanno bisogno per funzionare regolarmente.

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Nell'ischemia cerebrale si potrebbe verificare un restringimento di una arteria che porta sangue al cervello oppure a causa di un coagulo di sangue che partendo dal cuore ostruisce un'arteria del cervello. Rimanendo sprovvisto di sangue, il cervello interrompe le sue regolari funzionalità andando incontro a problemi di paralisi e in molti casi la morte.

Solitamente chi ha già problematiche di grave entità ha più possibilità di avere un ictus: l'ipertensione, il diabete o coaguli nel sangue sono le prime cause di ictus che in alcuni casi “avvertono” con dei campanelli di allarme da non sottovalutare. Spesso gli allarmi sono costituiti da problemi alla vista, vertigini, emicranie improvvise, rigidità al collo e alle spalle.

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Salute Scienza

Come si previene l'ictus giovanile

Il neurologo Paolo Cerrato spiega che per prevenire l'ictus giovanile è necessario individuare i fattori di rischio. Il primo è senza alcun dubbio l'uso delle droghe e di fumo, nonché il colesterolo e il diabete. È necessario effettuare controlli che interessino l'ipertensione, il tasso glicemico e le cardiopatie emboligene per poter fare diagnosi precoci salvandosi così la vita in tempo.

Altre cause possono essere la troppa sedentarietà e una alimentazione scorretta.

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