Si stanno diffondendo grazie all'errata convinzione che non siano dannose, ma le sigarette elettroniche, oltre alla nicotina, bruciano liquidi e sostanze che possono essere responsabili dell'insorgenza del cancro. L'allerta è stata recentemente reiterata dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).

Inoltre, una recente ricerca della University of Minnesota su 750 giovani delle scuole superiori (appena pubblicata su Am J Health Behavior) evidenzia come i messaggi che accompagnano le sigarette tradizionali, così come quelle elettroniche, possono influenzare i comportamenti dei giovani.

Sigarette elettroniche: un 'rimedio' altrettanto pericoloso

Oltre un miliardo di individui adulti sono fumatori. Nessuno ormai mette in discussione che il fumo di sigaretta nuoce gravemente alla Salute. Pur volendo smettere, il 60% dei fumatori non ci riesce. Di conseguenza, ognuno cerca di mettere in atto una serie di strategie e, negli ultimi anni, tra queste si è imposta soprattutto la sostituzione delle tradizionali sigarette, sigari e pipe - preparati con tabacchi lavorati per essere combusti - con delle sigarette elettroniche (e-cig o svapo).

Questi sono dispositivi che, tramite l'azione di corrente elettrica, riscaldano fino all'ebollizione delle miscele di sostanze in soluzione, il cui vapore viene aspirato dal fumatore. Queste soluzioni sono a base di glicole propilenico, glicerolo, aromi naturali e una quantità controllata di nicotina, utile a tenere sotto controllo l'astinenza da sigarette a combustione.

Gli ingredienti usati sono additivi alimentari, farmaceutici o cosmetici, tutti testati per la loro assoluta assenza di cancerogenicità o genotossicità, dimostrata in studi riconosciuti a livello mondiale dalle autorità sanitarie.

Ma il loro uso in miscela come vapore inalato direttamente nelle vie respiratorie sta destando una crescente preoccupazione. Soprattutto per la convinzione dei consumatori della loro assoluta innocuità.

In questi giorni, l'OMS ha rilasciato una dichiarazione - l'ultima su questo tema - lanciando un appello ai governi di tutto il mondo affinché valutino il rapporto benefici/rischi associato all'utilizzo delle sigarette elettroniche sulla propria popolazione.

Sebbene le evidenze statistiche sulla salute pubblica siano ancora limitate, data la loro recente introduzione sul mercato, si ritiene tuttavia che questi dispositivi possano causare malattie cardiovascolari, disturbi polmonari, e che possano essere pericolosi per lo sviluppo del feto durante la gravidanza.

Attenti ai bambini

Un altro punto di preoccupazione sollevato dall'OMS è l'esposizione dei bambini alle sigarette elettroniche. La diffusione del vapore delle e-cig in ambienti chiusi potrebbe esporre i piccoli alla nicotina e ad altre sostanze presenti nella miscela svaporata. Esporre bambini e adolescenti alla nicotina per periodi prolungati può avere effetti dannosi sullo sviluppo del cervello, e indurli inconsapevolmente alla dipendenza da nicotina.

Questo aspetto rientra nel capitolo del fumo passivo. Infatti, così come il fumo da combustione è dannoso per chi lo respira indirettamente condividendo gli stessi spazi di un fumatore, altrettanto succede per chi ricorre alle e-cig.

Questa posizione ufficiale dell'OMS è stata immediatamente - e prevedibilmente - contrastata dai produttori di sigarette elettroniche. Ma una reazione negativa è arrivata anche da alcune autorità sanitarie del Regno Unito, secondo le quali le e-cig sono un utile surrogato al fumo di sigarette per ridurre tutti i danni conseguenti. E, continuano, meno dell'1% di coloro che scelgono le "svapo" poi ne diventano dipendenti.

Inoltre, sarebbero meno dannose del 95% rispetto al fumo tradizionale. Infine, grazie alle e-cig, il vizio del fumo tra i giovani sembra essere al minimo storico.

Inutile dire che ognuna di queste affermazioni pro-e-cig viene contestata da molti esperti americani (es. American Journal of Public Health, Virginia Commonwealth University, JAMA Pediatrics) e dalla stessa OMS. È troppo presto per arrivare ad una posizione prevalente sull'altra sulle basi di un'ampia documentazione scientifica, ma è prudente non ignorare le indicazioni dell'OMS.

Uno studio (appena pubblicato su American Journal of Health Behavior) della University of Minnesota, primo autore S.J.

Katz, su 750 giovani delle scuole superiori, ha valutato la reazione al tipo di messaggio veicolato (etichette) con la vendita di sigarette e dispositivi elettronici. Le risposte dei giovani cambiano significativamente in funzione delle informazioni che ricevono, tanto con le sigarette tradizionali quanto con quelle elettroniche.

La conclusione di questa ricerca è che la reazione che si ottiene dai fumatori in senso lato dipende dal tipo di messaggio che arriva loro. E questo è molto importante se l'obiettivo ultimo è rendere consapevoli i consumatori, in particolare i giovani, sui potenziali rischi che corrono fumando o ricorrendo alle svapo.

Anche per il fumo di sigarette si è dovuto attendere decenni prima che la comunità scientifica internazionale unanimemente prendesse atto dei danni che causava alla salute. Intanto, un numero impressionante di persone si erano ammalate ed erano morte a causa di questa cattiva abitudine.

Da segnalare che già oggi le sigarette elettroniche sono vietate in oltre 30 Paesi in tutto il mondo. A questo punto, si auspica che anche altri Stati seguano il loro esempio. Ad ogni modo, è importante mettere a disposizione fin da subito tutte le informazioni utili a far sì che le persone siano pienamente consapevoli delle loro scelte.

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