Recenti studi Indicano che oltre il 50% della popolazione cade nel gap comportamentale della RBD, la Revenge Bedtime Procrastination. Cos'è la "procrastinazione della buonanotte".
Da un punto di vista psicologico il fenomeno detto RBP o Revenge Bedtime Procrastination dipende dall'esaurimento delle risorse di autoregolazione che avviene a fine giornata. L'essere umano sente insomma il bisogno di cedere a uno stato che rende quasi impossibile resistere alla tentazione della gratificazione istantanea dei dispositivi digitali.
Dunque, a sempre più persone capita di rimandare il sonno per restare incollati allo smartphone.
Non è una questione di pigrizia o di superficialità. Il concetto di procrastinazione della buonanotte ha cominciato a essere studiato nel 2014 dalla dottoressa Floor Kroese e dal suo team presso l'Università di Utrecht. Inizialmente la RBP era inquadrata come l'atto di andare a letto più tardi di quanto previsto malgrado l'assenza di circostanze esterne tese a impedirlo. Per i comportamentalisti si trattava sostanzialmente di un fallimento dell'autoregolazione.
Oggi a tale interpretazione è stata aggiunta una sfumatura: quella della "vendetta". Dapprima in Cina, poi nel resto del mondo è sorto un nuovo trand di ribellione nei confronti del sonno. Tante persone, per recuperare spazio vitale (attraverso i telefonini) dopo giornate intere spese a lavorare e a stressarsi, hanno infatti cominciato a percepire il sacrificio del sonno come un espediente per rilassarsi.
Il cervello non vuole dormire: il meccanismo della vendetta nella Bedtime Procrastination
La ricerca ha permesso di distinguere due fasi critiche in cui si manifesta il meccanismo della procrastinazione. C'è chi continua a guardare la TV anche se ha sonno, chi si dedica a hobby e chi passa il tempo già a letto, ma scrollando sui social media, guardando video su smartphone, gaming mobile. Nella prima fase, a intervenire è la dipendenza dal digitale, con la ricerca di stimoli dopaminergici. Nella seconda fase, invece, si evita di cedere al sonno non solo per distrarsi ma anche per recuperare del tempo per sé.
I social media hanno svolto un ruolo duale nello sviluppo della RBP: da un lato agiscono come catalizzatori del comportamento, fornendo una fonte infinita di stimolazione visiva e cognitiva; dall'altro, sono diventati lo spazio in cui il fenomeno è stato codificato, discusso e, in molti casi, normalizzato attraverso la cultura dei meme e dei contenuti virali.
La popolarità del termine RBP è esplosa grazie a un post della giornalista Daphne K. Lee nel 2020, che ha descritto il fenomeno come la scelta di chi non ha controllo sulla propria vita diurna di rifiutare il sonno presto per recuperare un senso di libertà nelle ore notturne. Questo post ha innescato una reazione a catena su piattaforme come TikTok, dove video con l'hashtag #revengebedtimeprocrastination hanno accumulato milioni di visualizzazioni.
Controtendenze e conseguenze
Recentemente, sempre su TikTok è emersa una controtendenza chiamata "bedtime stacking" o "hotel room service". Questa pratica consiste nel preparare un setup completo accanto al letto prima di iniziare la routine serale: bevande, snack, prodotti di bellezza, libri e dispositivi elettronici, organizzati in modo da minimizzare ogni frizione una volta coricati.
Sebbene presentata come una forma di cura di sé e un modo per ridurre la RBP rendendo il momento di andare a letto più attraente, questa tendenza continua a riflettere il desiderio di multitasking e l'iper-stimolazione pre-sonno, suggerendo che il confine tra "cura di sé" e procrastinazione rimane estremamente sottile.
Secondo gli psicologi, l'RBP è pericoloso. A breve termine, il fenomeno porta un rallentamento del pensiero, una ridotta capacità di attenzione e una memoria fallace. Ma gli impatti sulla salute mentale sono ancora più insidiosi. Varie ricerche, come quella del team guidato da Floor M. Kroes, indicano una correlazione significativa tra la procrastinazione del sonno e l'aumento della gravità dell'insonnia, dell'ansia e della depressione.
L'incidenza della RBP non è distribuita equamente nella popolazione. Alcuni gruppi demografici e profili psicologici mostrano una vulnerabilità marcatamente superiore a causa delle strutture sociali e biologiche in cui operano. Le donne risultano essere più inclini alla procrastinazione del sonno rispetto agli uomini. Questo dato si lega spesso alla persistenza di una distribuzione ineguale del lavoro di cura e delle faccende domestiche. La RBD appare spesso negli adulti con Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD) sono particolarmente esposti alla RBP.
La Revenge Bedtime Procrastination non è un fenomeno isolato, ma il sintomo di una frizione crescente tra i ritmi biologici umani e le richieste di una società sempre attiva e iper-connessa. La narrazione social ha avuto il merito di de-stigmatizzare il comportamento, ma la scienza ci ricorda che la libertà riconquistata di notte ha un prezzo biologico elevatissimo.