Squalifica immediata da tutti gli incarichi e multa da quasi due milioni di euro. Platini e Blatter finiscono così in fuorigioco dal sistema che hanno pilotato da padroni indiscussi. Il Comitato etico non ha fatto sconti ai regnanti di Uefa e Fifa e ha confermato la linea dura già impostata con la sospensione di 90 giorni arrivata a ottobre scorso. Se da una parte Blatter ha annunciato immediato ricorso in appello contro la sentenza avversa, Platini si è stretto nel più assoluto riserbo.

Quei 2 milioni sospetti

I fatti contestati risalgono al 2011 e vengono ricondotti a una consulenza (sulla carta) svolta da Platini per la Fifa tra il 1998 e il 2002. Un fatto anche normale, se non fosse per la coincidenza temporale: l’ingaggio (e il conseguente pagamento di 2 milioni di euro di Blatter) arrivò a pochi giorni dalla rielezione di Sepp a capo della Federazione internazionale. Un "versamento privo di fondamento" è la conclusione alla quale è arrivato il Comitato etico, che i legali dello svizzero non sono stati in grado di giustificare nel corso del dibattimento. Ecco allora che entra in gioco la corruzione tra i due imputati e l’inevitabile condanna che ha posto fine ai sogni di gloria di Le Roi.

Rivoluzionare il sistema

Lo scandalo che ha travolto la Fifa a maggio scorso ha fatto emergere tutto il marcio del governo mondiale del calcio. Un’orchestra che ha visto dal 1998 Blatter unico direttore. Caduto l’elvetico, l’ascesa di Platini ai vertici del sistema appariva scontata. Ed invece la squalifica inflitta all’ex stella della Juventus riapre scenari impensabili fino a poco tempo fa. “Probabilmente paga il frutto delle sue azioni politiche” è la considerazione dell’agente Fifa, Federico Valentino.

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“Certo è che Platini - ha aggiunto a Blasting News - sarebbe dovuto essere nei piani il successore indiscusso di Blatter, ma il comitato etico lo ha tagliato definitivamente fuori dalla corsa”. Al di là dei fatti contestati, appare chiaro a tutti l’urgenza di una rivoluzione dell’intero sistema calcio ripartendo dai gravi errori commessi anche di recente. “Basti pensare che le ultime decisioni della Fifa - ha spiegato Valentino - sono state prese da un cerchio di persone finite poi tutte indagate per corruzione”.

La credibilità venuta meno

Capitolato Blatter, bruciato Platini, il problema non da poco sarà scegliere ora il prossimo capo della Fifa attorno al quale ricostruire un nuovo progetto. In auge resta il profilodi Gianni Infantino, attuale segretario generale della Uefa, molto vicino alla politica impostata dal francese. “Nel momento che è stata avanzata la sua candidatura d'ufficio - ha rivelato l’agente - nessuno avrebbe immaginato che si concretizzasse una condanna per Platinie che quindi potesse essere estromesso dalle elezioni”.

L’urgenza, a dispetto del walzer dei nomi, sarà quella di recuperare un minimo credibilità per il sistema calcio oggi prossima allo zero. "Quante delle riforme della Fifa - si domanda Valentino - sono state attuate per migliore questo sport e quante invece sono state ideate con l’esclusivo intento di far arricchire i singoli personaggi che le hanno avanzate?”. “Noi agenti - ha concluso - siamo i primi a essere stati danneggiati e auspichiamo un radicale cambiamento”.

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