I puristi hanno storto un po’ il naso, quando è stato presentato il percorso del Giro d’Italia 2016: la Corsa Rosa, infatti, non si deciderà in Italia - sebbene il tappone dolomitico possa dare una fisionomia ben precisa alla classifica generale - ma piuttosto in Francia, nell’arrivo di Risoul. Sì, perché la tappa numero 19 è sicuramente tra le più impegnative - se non la più dura in assoluto - del Giro 2016, con il suo arrivo in salita (salita vera) e prima il passaggio dal Colle dell’Agnello, Cima Coppi della 99esima edizione con i suoi 2744 metri di altitudine.

Non è roba per tutte le gambe…

Percorso e altimetria

A guardarla, la Pinerolo-Risoul sembra a tutti gli effetti una tappa del Tour de France: le salite sono solo due, ma sono interminabili; per fortuna - in pieno stile Giro d’Italia - l’arrivo è in alta montagna e non al termine di una lunga discesa. Premessa e promessa di spettacolo, anche perché quello che non farà il percorso lo potrà la fatica accumulata fin lì.

Anche l’altimetria della 19° tappa del Giro 2016 è parecchio significativa: si scatta da Pinerolo, dove si è arrivati il giorno prima, ed è tutto facile almeno fino a Sampeyre, km 74 dei 162 nel menù giornaliero; poi da Casteldelfino si comincia a fare dannatamente sul serio, attaccando il Colle dell’Agnello con i suoi 2744 metri - sempre che la neve lo consenta e non costringa a virare su un piano B, comunque giù pronto.

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Nei suoi ultimi 10 km l’Agnello è salita vera: dopo Chianale c’è una rampa al 15%, e ancora a 3 km dallo scollinamento la pendenza torna in quell’ordine scremando (e stremando) il gruppo.

Il punto chiave

Sulla Cima Coppi passerà per primo, con tutta probabilità, un uomo fuori classifica, che però con questa impresa scriverà nel suo piccolo il proprio nome nell’albo d’oro del Giro d’Italia; il momento davvero decisivo, infatti, non è qui ma 45 km più avanti quando - con il passaggio a Giullestre - comincia la salita decisiva al traguardo di Risoul.

Lì tocca togliere la maschera, sfidarsi uno contro l’altro, controllarsi e rilanciare, stando attenti a non esagerare col gas per non rimanere in riserva quando le rampe si fanno più dure.

L’arrivo infatti è posto al termine di un’ascesa che diventa progressivamente sempre più difficile, con un inizio intorno al 6% che diventa 7 nella parte centrale e non scende mai sotto l’8% negli ultimi 3 km. Chi veste la maglia rosa al termine di questa giornata ha messo un mattone decisivo nella costruzione del successo finale.

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