Giovedì 26 maggio inizia il trittico che deciderà il Giro d’Italia 2016: se, infatti, molta parte della storia di questa edizione numero 99 della Corsa Rosa sarà già stata scritta, gli ultimi tre giorni si prestano - eccome! - per stravolgerla nuovamente, regalando importanti colpi di scena dopo la giornata interlocutoria di Cassano d'Adda.

Il primo atto è proprio quello che meno ti aspetteresti: la Muggiò-Pinerolo sembra una lunga tappa di trasferimento, ma il suo finale velenoso può cominciare a sparigliare le carte e lanciare l’azione di qualche ardimentoso intenzionato a scombussolare la classifica. Meglio tenere alta la concentrazione.

Percorso e altimetria

Andiamo a vederla più nel dettaglio, allora, questa Muggiò-Pinerolo. Sono 244 km, e già questo è un dato importante dopo 3 settimane di corsa. La prima parte è facile facile: si scatta dal Parco di Villa Casati a Muggiò alle 11.10, nel prevedibile bagno di folla di una terra che vive per il Ciclismo come la Brianza, e si punta verso Milano con i passaggi da Bollate e Rho.

Da lì svolta verso Magenta, e poi via alla volta di Novara, Vercelli, Chivasso (dopo il passaggio dal rifornimento di Crescentino intorno alle 14: si prepari chi vuole fare un raccolto abbondante di borracce e altri gadget); ancora, si continua verso Torino con un arrivederci a domenica - quando la prima Capitale incoronerà il vincitore del Giro d’Italia 2016 - e poi si entra davvero nel vivo, con un finale tutt’altro che semplice da interpretare.

Il punto chiave

Non è solo uno, ma sono almeno un paio: al km 215 comincia il GPM di Pramartino da San Pietro Val Lemina, un 2° categoria breve, lungo meno di 5 km, ma con pendenze toste sempre sopra il 10% e una punta al 17 giusto a metà: lì il gruppo si selezionerà da dietro, e magari qualcuno davanti proverà a fare la corsa dura mettendo alla frusta i rivali.

Veramente decisivo ai fini della vittoria di giornata, però, sarà un altro “dente” di quelli che lasciano il segno: poco oltre i -3 inizia infatti la scalata a San Maurizio, 500 metri con una punta al 20% giusto per togliere di mezzo i velocisti e lanciare chi avrà la forza di fare la differenza, visto che poi dallo scollino all’arrivo ci sono solo 2 km di cui uno in (ripida) discesa.

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Insomma: una tappa simile a quella di Asolo, ricordate?

Distacchi importanti non se ne dovrebbero vedere, ma scommettiamo che la classifica si muoverà un po’ anche qui?

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