Sabato 14 maggio il Giro d’Italia 2016 promette di vivere un’altra giornata cruciale: si corre la Foligno-Arezzo,una tappa senza un metro di pianura resa ancora più difficile dalla salita (sullo sterrato) dell’Alpe di Poti nel finale; se poi - come prevedeil meteo - pioverà, la frazione potrebbe davvero riscrivere la classifica nelle sue posizioni più nobili. Insomma: si preannuncia una giornata tutta da seguire.

I più privilegiati in questo senso saranno gli abitanti di Arezzo, che potranno viverla da vicino e gustarsi addirittura un doppio passaggio in città, visto che il percorso prevede un largo circuito finale. Quali saranno allora le strade chiuse ad Arezzo per il Giro d’Italia, e quali le zone interessate dalla corsa?

Foligno-Arezzo: il percorso del finale

Il gruppo arriverà dal valico della Scheggia sulla strada provinciale della Libbia, poi il passaggio da Chiassa Superiore e la svolta in direzione Quarata, sulla strada provinciale Setteponti.

L’ingresso ad Arezzo avverrà da via Calamandrei, poi il gruppo percorrerà Benedetto Croce, via Vico, Ferraris e dei Carabinieri, quindi via Baldaccio d’Anghiari, Rossellino, Varchi, Dovizi, viale Santa Margherita, via Padre Caprara, piazza San Domenico, via Sassoverde e il primo passaggio in via Ricasoli sotto lo striscione del traguardo.

Dall’Alpe di Poti al centro di Arezzo

Il punto chiave della corsa sarà la salita all’Alpe di Poti, con lo sterrato a rendere ancora più dure pendenze a doppia cifra, e poi la corsa - che a quel punto avrà già setacciato i migliori dai corridori in affanno - rientrerà ad Arezzo da via Anconetana, Bucciarelli Ducci, Raffaello, Giotto, Crispi, via Roma, piazza Guido Monaco, via Petrarca, Rossellino, Varchi, Dovizi, viale Santa Margherita e ancora il finale con conclusione su via Ricasoli, proprio davanti al Duomo - e proprio come alla Tirreno-Adriatico.

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Le strade interessate dal passaggio della corsa saranno chiuse dalla tarda mattinata fino al passaggio dell’ultimo concorrente, previsto intorno alle 17.30, ma è verosimile che un po’ di traffico ci sia in città fino all’ora di cena.

Il giorno dopo, poi, si riparte per un’altra tappa da segnare in rosso sul calendario: Chianti Classico Stage!

40 km e spicci a cronometro su un percorso che non lascia un attimo di respiro, e neppure aiuta a prendere il ritmo-gara: andare in affanno può significare affossare le ambizioni di maglia rosa a lungo, trovare la giornata di grazia può trasformarsi nel trampolino di lancio ideale verso la gloria.

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