Mancano ormai quattro gare alla fine del mondiale 2018 di Formula 1 e, salvo miracoli (nel senso letterale del termine), il titolo iridato finirà nelle mani di Lewis Hamilton per la quinta volta in carriera, la quarta da quando è al volante della Mercedes. Il campione britannico, infatti, dopo aver centrato in Giappone il sesto successo negli ultimi 7 Gran Premi (intervallati solo dal trionfo di Vettel in Belgio), viaggia ormai in vetta alla classifica piloti con ben 67 punti di vantaggio su Sebastian Vettel. La matematica non ha ancora decretato l'affermazione del driver inglese che, già al GP degli Stati Uniti ad Austin, se riuscisse a incamerare 8 punti in più rispetto al ferrarista potrebbe festeggiare l'iride.
Al di là dei meriti di Hamilton e di qualche errore di troppo di Vettel e della Ferrari, quest'anno per il 33enne pilota britannico è risultato quantomai fondamentale l'apporto del compagno di squadra, Valtteri Bottas, che in diverse occasioni si è comportato da autentico gregario, bloccando gli avversari in pista o lasciando passare il più titolato collega, consentendogli così di portare a casa punti decisivi. Il driver finlandese, inevitabilmente, è finito nel mirino della critica e dei tifosi che l'hanno etichettato come "maggiordomo" o "cagnolino fedele" di Hamilton, sottolineando con ironia il ruolo secondario accettato dall'ex Williams pur di rispettare gli ordini di scuderia.
In queste ultime ore, Toto Wolff, direttore esecutivo della Mercedes, è intervenuto sulla questione-Bottas, difendendo il suo pilota e sottolineandone il buonsenso e anche la capacità di comprendere la situazione venutasi a creare all'interno del team, che ha visto Hamilton ottenere fin da subito dei risultati migliori rispetto al compagno di box, confermandolo di fatto nella sfida mondiale con la Ferrari.
"Bottas nei miei panni avrebbe preso la stessa decisione"
I giochi di squadra ci sono sempre stati anche nel mondo della Formula 1, ma mai come quest'anno sembrano essere risultati decisivi e fondamentali in casa Mercedes per permettere a Hamilton di approfittare di qualche debacle di troppo della Ferrari, accumulando così punti decisivi verso la conquista dell'ormai prossimo quinto titolo mondiale. Toto Wolff, intercettato dai cronisti al termine della gara di Suzuka, ha rispedito al mittente le accuse nei confronti di Bottas come "maggiordomo" del collega inglese.
Il dirigente delle "Frecce d'argento", infatti, ha dichiarato di essersi confrontato con il driver scandinavo, definendolo non solo come un "bravissimo ragazzo", ma sottolineando che questi ha compreso appieno la situazione che si è venuta a creare all'interno del team.
Il chiarimento si è avuto dopo il Gran Premio di Russia, quando il pilota di Nastola ha ceduto palesemente la prima posizione a Hamilton, scortandolo fino alla bandiera a scacchi. In quel frangente - stando alle affermazioni di Wolff - Bottas avrebbe giustificato l'atteggiamento della scuderia tedesca, dicendo che al posto del direttore esecutivo si sarebbe comportato allo stesso modo.
Inoltre pare che il pilota finlandese abbia riconosciuto di essere stato protagonista di una prima parte di stagione piuttosto modesta, che lo ha immediatamente tagliato fuori dalla lotta per il campionato mondiale di Formula 1. Dunque, non essendo stato in grado di avere un rendimento alto fin da subito avrebbe fatto ammenda, mettendosi al servizio della squadra e - automaticamente - di Lewis Hamilton.
Quindi nessun problema, nessun attrito in corso in casa Mercedes tra i piloti oppure tra Bottas e la dirigenza anche se, a questo punto, è inevitabile chiedersi - qualora nel 2019 il driver scandinavo dovesse ottenere fin da subito risultati importanti - se la scuderia con sede a Brackley lo lascerebbe lottare ad armi pari con Hamilton, oppure se addirittura quest'ultimo sarebbe disposto a "restituirgli il favore", appoggiandolo in un'eventuale battaglia iridata con la Ferrari.