Quando Roger Federer vinse per la prima volta le Atp Finals nel 2003, battendo in finale Andre Agassi a Houston, Stefanos Tsitsipas aveva soltanto 5 anni. Il 21enne di Atene è uno dei tanti giovani tennisti che in questa generazione è cresciuto nel mito del 're', ma che a differenza della maggior parte dei suoi coetanei oggi ha coronato il sogno non solo di affrontarlo, ma anche di batterlo. Stefanos oggi è riuscito nell'impresa per la seconda volta in un anno ed in ambedue le circostanze il palcoscenico è molto prestigioso: lo scorso gennaio agli Australian Open, adesso alle Finals a Londra.

Che sia dotato di classe e talento ed anche di grande eleganza non ci sono dubbi: tra i migliori tennisti della Next Gen, Tsitsipas è il più 'bello' dal punto di vista stilistico e, probabilmente, se si dimostra più continuo è colui che, più di altri, potrebbe parzialmente colmare il grande vuoto che Roger lascerà nel momento del ritiro. Adesso ha l'occasione di sollevare il trofeo ad oggi più importante della sua giovane carriera, ma la partita contro Federer gli resterà impressa nella memoria. Lui stesso la definisce "un sogno".

'Abbiamo ancora così tanto da imparare da giocatori come Roger'

Intervistato a caldo, dopo aver chiuso il punto decisivo del secondo set, Stefanos è come un bambino davanti ad un albero di Natale colmo di regali: "Abbiamo ancora così tanto da imparare da giocatori come Roger " ed indica i bambini a bordo campo e sugli spalti, sottolineando "mi ricordo di essere stato uno di questi bambini, che guardano le partite e non potevo mai immaginarmi che un giorno sarei stato sul campo. I sogni si avverano, io sono cresciuto guardando Roger alle Finals o in finale a Wimbledon e desideravo solo scendere in campo ed affrontarlo. Oggi sto vivendo il mio sogno".

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'Partite come questa sono soprattutto una battaglia mentale'

Tsitsipas ha davvero disputato un grande match, sull'altro versante Roger Federer ha avuto a disposizione diverse occasioni per cambiare l'inerzia della partita, evidenziate dalle numerose palle-break avute a disposizione e fallite. "In partite come questa ti chiedi come fai a superare tutte queste difficoltà - dice Tsitsipas in proposito - ed uscire da tutti questi breakpoint. Queste partite sono soprattutto una battaglia mentale e pertanto io sono felice e davvero molto orgoglioso di essere riuscito ad annullare tutte queste palle-break".

Sulla prestazione dell'avversario, sottolinea di "aver cercato di rendergli la vita difficile in ogni momento della partita, anche perché stava giocando molto bene anche lui ed aveva fatto davvero bene nelle ultime partite".

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