Non in questa stagione, ma nel futuro di Egan Bernal ci sarà certamente l’assalto al Giro d’Italia. Il campione colombiano ha affrontato questo e molti altri temi in una lunga intervista concessa al quotidiano spagnolo El Pais. Il vincitore dell’ultimo Tour de France ha raccontato perché la squadra lo ha convinto a dire no al Giro, una corsa a cui lui teneva molto, e come sarà gestita la possibile rivalità interna con Froome e Thomas nella corsa alla maglia gialla.

Bernal ha parlato anche dei campioni emergenti del Ciclismo, spiegando di non sentirsi parte della generazione di Evenepoel e Pogacar.

Egan Bernal: ‘Il Giro sarà per l’anno prossimo’

Nelle prime intenzioni esternate in vista della stagione 2020 Egan Bernal non aveva nascosto tutta la sua voglia di essere al via del Giro d’Italia. Lo scalatore colombiano è molto legato all’Italia, il paese che lo ha accolto quando ha lasciato la Colombia per inseguire il sogno di diventare un campione. Bernal ha vissuto per un paio d’anni in Piemonte durante la sua permanenza alla Androni, ma non ha mai corso il Giro. Avrebbe dovuto partecipare nella passata edizione, ma un infortunio in allenamento a poche settimane dal via lo costrinse a rinunciare e a puntare sul Tour de France.

Per il 2020 il campione del Team Ineos aveva espresso il desiderio di essere sia al Giro che al Tour, ma la squadra ha bocciato questo progetto decidendo di portarlo solo in Francia. Bernal ha accettato la scelta della squadra, fondata anche sui dubbi attorno al pieno recupero di Froome. “Avevamo pensato di correre Giro e Tour, ma abbiamo visto che questo non è l’anno migliore” ha spiegato il colombiano.

“Ho solo 23 anni e non ho mai fatto due grandi giri nello stesso anno. ovviamente se vado al Giro dopo aver vinto il Tour tutti si aspettano che io vinca o almeno salga sul podio. Poi dovrei andare al Tour a difendere il titolo. Quest’anno c’è anche una settimana in meno tra le due corse e dopo il Tour dello scorso anno ero esausto” ha continuato Egan Bernal rimandando così l’appuntamento con il Giro d’Italia a cui teneva tanto.

“Capisco la squadra, la decisione migliore è concentrarsi sul Tour. Il Giro sarà per l’anno prossimo”, ha promesso il 23enne della Ineos.

La nuova generazione di campioni

Bernal ha parlato anche dei giovani che stanno esplodendo con una forza straordinaria in questa fase del ciclismo, soprattutto Remco Evenepoel e Tadej Pogacar che si preannunciano i suoi avversari diretti per molti anni nei grandi giri. Il colombiano ha però dichiarato di non sentirsi parte di questa nuova generazione. “Non sono vecchio, ma Remco ha vent’anni, anche Pogacar è molto giovane e quante tappe ha vinto? È impressionante.

Io ho 23 anni, sono consapevole di essere giovane, ma a volte mi sento escluso da quella generazione”, ha spiegato Bernal, che ha poi risposto alle domande sui possibili problemi in seno alla Ineos per la convivenza con Thomas e Froome al Tour de France.

‘Brailsford sa come organizzare le cose’

Il vincitore dell’ultima corsa gialla si è detto molto sereno rispetto alle decisioni della squadra e che queste saranno il frutto delle prestazioni di ciascuno.

“Brailsford è molto intelligente, sa come organizzare le cose. Andremo tutti al Tour sentendoci felici. Parliamo delle cose con lui ed è lui che decide.

Mi fa pensare che avrò il supporto della squadra. Di sicuro lo darà anche a Thomas e a Froome, ma una volta che saremo al Tour sarà facile trovare comprenderci. Se uno andrà più forte la squadra prenderà una decisione perché certamente non lasceremo scivolarci via il Tour”, ha dichiarato Egan Bernal.

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