Manca solo la conferma ufficiale dell'All England Club, ma è ormai certo che Wimbledon quest'anno non si farà. L'anticipazione in tal senso è arrivata da Dirk Hordorff, vicepresidente della Federtennis tedesca e componente autorevole del Consigli di Atp e Wta. Per il prestigioso Slam londinese la cancellazione 2020 dovrebbe essere definitiva, impensabile infatti per motivi climatici rinviarlo in autunno quando l'erba sarebbe troppo umida. Il calendario del Tennis, dopo aver subito la cancellazione della stagione sulla terra rossa (a parte il Roland Garros rinviato a fine settembre, sul quale però è in atto una sorta di 'guerra' tra le federazioni internazionali e quella francese causa la decisione assolutamente unilaterale di quest'ultima di rinviare il torneo), si appresta a vedere annullata anche la stagione sull'erba, il tutto per l'emergenza sanitaria mondiale che non sta risparmiando nulla e nessuno.

Wimbledon non si era disputato soltanto per le Guerre Mondiali, ma un po' tutto lo sport si sta affrettando a chiudere la saracinesca ed in tal senso il rinvio di un anno dei Giochi Olimpici è emblematico. Di questo ha parlato anche Matteo Berrettini in video conferenza con Sky Sport, ma seppure profondamente amareggiato il giovane tennista italiano è consapevole che in questo momento lo sport deve andare in secondo piano.

'Bisogna pensare alla salute'

Matteo Berrettini si era fermato dopo gli Australian Open causa una serie di problemi fisici e stava recuperando in vista di Indian Wells, il primo torneo internazionale annullato per l'emergenza sanitaria. "Mi sto allenando con tutti i limiti di adesso mettendo il tennis in secondo piano, l'obiettivo è ritrovare la mia forma fisica dopo lo stop di inizio anno.

Sono strane giornate, di solito è così quando siamo infortunati. Ma oggi bisogna pensare alla salute e fermare il virus. Mi chiedete se ho paura di uscire dalla top 10, in realtà ho molta più paura di questa emergenza".

'Il mio cuore è a Roma'

Berrettini ha definito "pazzesco l'annullamento di Wimbledon, perché la nostra vita sportiva ruota attorno a questi grandi eventi, ma adesso bisogna dare priorità ad altre cose: la salute, ma anche la situazione economica con tante persone rimaste senza lavoro.

Lo sport può tranquillamente aspettare". Dal punto di vista personale, Matteo si dichiara più deluso della cancellazione degli Internazionali d'Italia. "L'annullamento di Roma mi fa più effetto di quello di Wimbledon, perché il mio cuore mi porta a Roma. Credo che si andrà avanti così per un bel pezzo, cancellando un torneo dietro l'altro finché questa situazione non sarà risolta.

Ci vuole pazienza e la stanno avendo tutti, non solo i tennisti".

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