Il ciclismo come tutti gli altri sport è ancora fermo ai box, i team più importanti hanno voluto lanciare un grido d'allarme esprimendo tutte le loro paure. L'incertezza relativa al ritorno alle gare potrebbe costare molto cara ai team, inoltre il rinvio del Tour de France e di tante altre classiche non ha messo certamente di buonumore il mondo del Ciclismo.

"Rischia di saltare tutto il movimento professionistico" ha sentenziato Alvaro Crespi, financial manager del team Mitchelton-Scott.

La mancata ripresa delle gare: le paure dei top team

Le attività del ciclismo professionistico sono ancora tutte ferme e regna l'incertezza su quando queste possano riprendere.

Difficilmente il Tour de France, ad esempio, potrà come programmato prendere prendere il via il prossimo 27 giugno. Nel frattempo i principali team professionistici sono particolarmente preoccupati e potrebbero rischiare di chiudere per fallimento. Molti di essi hanno deciso di intraprendere la via del taglio degli stipendi ai loro corridori e alcune squadre sono state costrette addirittura a licenziare parte del personale. L'Astana, la Bahrain-McLaren, Ccc Team e la Lotto-Soudal hanno dovuto necessariamente regolarsi in questo modo.

Le parole di Alvaro Crespi

Anche il team australiano Mitchelton-Scott starebbe in grosse difficoltà finanziarie, il financial manager Alvaro Crespi si è lasciato andare ad un inequivocabile: "Rischia di saltare tutto il movimento professionistico".

Il ciclismo professionistico può contare esclusivamente sugli sponsor, non sono infatti previsti emolumenti derivanti da diritti televisivi o altro, e mantenere una trentina di persone tra atleti e dipendenti sta diventando impossibile per qualsiasi squadra. Crespi ha avanzato qualche idea per risollevare il movimento, come ad esempio quella di far pagare il biglietto agli spettatori o di ridiscutere il problema dei diritti televisivi.

Nel caso non si disputassero le grandi corse, secondo il financial manager della Mitchelton-Scott, si rischierebbe veramente il tracollo e senza l'intervento degli sponsor potrebbero essere solamente 5/6 team a salvarsi. Gli stipendi dei corridori rappresentano una percentuale altissima delle spese, appare quindi inevitabile che per prima cosa cosa si debbano andare ad intaccare gli introiti dei ciclisti.

L'iniziativa in Francia

In Francia il sindacato dei ciclisti professionisti ha tentato di fare una forzatura chiedendo alla ministra dello sport di consentire agli atleti di potersi almeno allenare. In particolare la richiesta prevederebbe, a partire dalla data del 15 aprile, l'opportunità per i corridori di poter tornare al loro lavoro al pari di tante altre categorie di professionisti. L'allenamento, ribadisce il sindacato, è un elemento imprescindibile per poi riprendere al meglio l'attività ciclistica. La speranza, da parte di tutto il movimento, è chiaramente quella di tornare presto alla normalità e di poter assistere il prima possibile a delle emozionanti corse ciclistiche.

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