Fabio Aru, corridore della Uae Team Emirates, si è ritirato dal Tour de France. Quindi non sarà più al fianco del suo capitano, lo sloveno Pogacar. Giuseppe Saronni, storico ex ciclista italiano, testimonial della squadra ma senza incarichi operativi, attacca in maniera pesante Fabio Aru sostenendo a suo avviso che ha problemi, anche psicologici. Aru replica sostenendo di non sapere proprio che cosa gli stia succedendo.

L'attacco di Giuseppe Saronni a Fabio Aru: sotto l'aspetto del carattere non è proprio forte

Nel post tappa Giuseppe Saronni non è andato per il sottile e non ha risparmiato nessuno, anche chi ha preso la decisione di portare Aru al Tour de France.

Per Saronni con la condizione atletica che aveva Aru non doveva proprio essere convocato per prendere parte alla Grande Boucle. Per l'ex campione del Ciclismo italiano era chiaro da settimane che Aru non era nelle condizioni di prendere parte a una corsa così impegnativa. E quindi qualcuno, come ad esempio gli allenatori e i preparatori, dovrà dare delle risposte. Per Saronni la sua mancanza sarà importante nell'ottica della corsa perché doveva stare fino alla fine vicino al suo capitano Pogacar.

Ma Saronni rincara la dose: ''Quando un atleta si trova in condizioni di sofferenza c'è chi trova lucidità e forza di reagire. Invece lui non fa così''. Per Saronni, Aru sotto l'aspetto del carattere non è proprio forte, crolla mentalmente e moralmente e nelle difficoltà non riesce a darsi coraggio.

''Ha dei problemi, anche psicologici'' è la sua chiosa.

Fabio Aru: 'Sono demoralizzato, non so proprio che cosa mi stia succedendo'

Nel dopo corsa, a ritiro avvenuto, sono arrivate anche le parole di Fabio Aru. Il ciclista spiega di non avere idea di che cosa gli stia succedendo. Dichiara di non avere risposte e proprio questa è la situazione che lo fa soffrire maggiormente.

Aru afferma di essere andato in gara al Tour de France senza troppe ambizioni, non puntava a un posizionamento in classifica ma voleva essere di supporto a Pogacar. E, in secondo luogo, avrebbe voluto una soddisfazione personale in una tappa, se si sarebbe presentata la situazione favorevole. Per Aru, la sua era una buona condizione di forma, le prestazioni degli ultimi tempi erano soddisfacenti tranne al Giro di Lombardia.

Anche i dati, afferma Aru, erano buoni e facevano pensare a una parabola crescente con la possibilità di fare delle buone prestazioni al Tour de France. Aru afferma che era fiducioso e anche parlando con i medici era molto ottimista sul fatto di potere fare delle buone prestazioni ed essere anche di aiuto alla squadra nel corso della corsa. Invece, è il suo finale, ''Ora mi trovo a terra e non so il perché''.

Segui la pagina Ciclismo
Segui
Segui la nostra pagina Facebook!